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«Tutto cancellato, ogni ombra è sparita», Passeri fa chiarezza sulla sua azienda e rilancia: «Settemila abbonamenti sono straordinari»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il suggestivo scenario del Forte Malatesta, simbolo storico e culturale della città, ha fatto da cornice a un importante convegno dedicato al legame tra calcio e investimenti, organizzato dall’Ascoli per fare il punto sul nuovo corso societario.

All'evento, che ha visto la partecipazione delle massime autorità cittadine a partire dal sindaco Marco Fioravanti, erano presenti i vertici del club bianconero, con il presidente Bernardino Passeri affiancato dai figli Andrea e Dino e dal direttore generale Emilio Capaldi. L'incontro è stato l'occasione per ribadire come il calcio possa rappresentare un volano fondamentale per lo sviluppo del territorio, attirando sponsor e creando relazioni in grado di generare una crescita economica e sociale diffusa.

Il primo cittadino ha voluto ricordare i momenti difficili vissuti prima dell'avvento della nuova proprietà, sottolineando il cambio di rotta radicale avvenuto negli ultimi mesi. «La presenza dell’Ascoli calcio è tornata con grande entusiasmo – ha dichiarato Fioravanti – c'è un grande interesse e attraverso il calcio nascono relazioni e anche investimenti che possono far crescere il territorio e la città». Il sindaco ha espresso profonda gratitudine verso Passeri, ricordando come la gestione del passaggio di consegne sia stata complessa e caratterizzata da un periodo di totale incertezza: «Non era facile, io ho gestito in prima persona la situazione, eravamo al buio. Invece adesso, anche grazie all’ambiente, si è ricreato un clima entusiasmante che sta coinvolgendo anziani e bambini». Secondo Fioravanti, il segreto del successo attuale risiede nel fatto che, pur essendo i capitali di matrice privata, la squadra è sentita come un bene comune della collettività, un modello da esportare a livello nazionale partendo dalla valorizzazione dei giovani.

Visibilmente emozionato, il presidente Bernardino Passeri ha ripercorso i primi sei mesi di attività al timone del club, definendoli un periodo di impegno costante e viscerale. «Sono 180 giorni che stiamo insieme, 180 giorni pieni di passione. Ho avuto la forza di portare avanti questo progetto. Dovevamo farlo, l’Ascoli è l’Ascoli, non poteva finire», ha affermato il patron, descrivendo quel sentimento interiore, quasi un fuoco, che lo ha spinto a investire in una piazza così importante. Passeri ha ringraziato la tifoseria per l'accoglienza e la fiducia dimostrata, citando i settemila abbonati come un dato fuori dal comune per la Serie C. Parallelamente ai risultati sul campo, la società ha lavorato duramente dietro le quinte: «Abbiamo lavorato molto per la ristrutturazione dell’azienda. Ad oggi abbiamo iniziato a progettare veramente, nella prima fase abbiamo messo a punto l’organizzazione societaria».

Il futuro del club bianconero passa inevitabilmente per il rafforzamento delle radici locali e delle infrastrutture. La filosofia del presidente è chiara: l'Ascoli deve diventare un punto di riferimento per la crescita umana e sportiva dei ragazzi della zona. «Adesso iniziamo un progetto importante, la nostra filosofia è quella di lavorare sul territorio. Prima dobbiamo creare l’aggregazione, piccoli uomini e poi i calciatori», ha spiegato Passeri, annunciando l'ambizione di trasformare la città in uno dei poli d'eccellenza per i vivai nazionali. Tra i progetti concreti figurano l'acquisizione totale della proprietà del centro sportivo Picchio Village e una nuova visione per lo stadio, che dovrà essere vissuto quotidianamente dai cittadini. «Tutti insieme siamo riusciti a fare quello che, quando sono entrato, sembrava complicato. Non c’era più legame con l’ambiente. Oggi siamo qua perché la città è con noi», ha concluso il numero uno di Corso Vittorio.

Infine, Passeri ha colto l'occasione pubblica per fare definitiva chiarezza sulle vicende giudiziarie che avevano interessato la sua azienda, la Distretti Ecologici, finita in passato sotto la lente d'ingrandimento della stampa per alcune inchieste legate alle ristrutturazioni edilizie. Il presidente ha rassicurato l'ambiente bianconero sulla totale estraneità a qualsiasi condotta illecita, parlando di un capitolo ormai chiuso definitivamente. «Tutto rientrato, tutto cancellato. Il Tribunale della Libertà ha cancellato tutto, compresa ogni ombra che era stata ipotizzata dai media», ha sentenziato il patron, mettendo fine alle speculazioni e ribadendo la solidità del suo impegno per l'Ascoli.


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