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Triestina, l’amarezza di Marino: «Il passivo è troppo severo, puniti da un eurogol e dai nostri errori»

di Redazione Notiziario del Calcio

La sconfitta rimediata contro l’AlbinoLeffe lascia alla Triestina il sapore di un’occasione mancata, in una gara decisa più dai singoli momenti che da una reale supremazia territoriale degli avversari. Giuseppe Marino, intervenuto in sala stampa per analizzare il match, ha voluto sottolineare come l'andamento della sfida sia stato pesantemente influenzato da alcuni episodi chiave.

«Più che la fame dell'AlbinoLeffe, oggi hanno prevalso nettamente gli episodi favorevoli ai nostri avversari» ha esordito Marino nel post-partita. «Nel corso del primo tempo abbiamo tenuto il rettangolo verde con grande ordine e nella ripresa eravamo partiti addirittura meglio di loro, costruendo con Gningue un'occasione che, se concretizzata, avrebbe cambiato totalmente il volto della gara».

«Quell'azione specifica ha rappresentato la vera sliding door dell'incontro, perché purtroppo poco dopo abbiamo subito un eurogol dalla distanza» ha spiegato il tecnico, evidenziando il momento del crollo. «Abbiamo tentato in ogni modo di rimettere in piedi il risultato, ma l'errore che ci è costato il raddoppio ha finito per tagliarci definitivamente le gambe».

Secondo Marino, il punteggio finale non rispecchia fedelmente quanto visto durante i novanta minuti di gioco. «Ritengo che il passivo sia troppo severo per quanto espresso, poiché la partita è rimasta di fatto in equilibrio per lunghi tratti. Abbiamo incassato due reti da fuori area e una su una nostra ingenuità; sulla prestazione e sull'impegno dei ragazzi non ho nulla di particolare da rimproverare».

L'incontro ha offerto anche lo spunto per testare il valore dei profili più giovani presenti in organico, un aspetto su cui la società sta investendo molto. «È stata l'occasione giusta per concedere minutaggio ed esperienza a diversi ragazzi, come Bagnoli, che è un 2008, e Okolo. Lo stesso Gningue è rimasto in campo per tutta la partita e Davis ha fatto il suo esordio assoluto in questa categoria».

La gestione dei nuovi talenti richiede però equilibrio, come sottolineato dallo stesso Marino. «Cerchiamo di mixare le forze per non creare scompensi, non potendo contare su un settore giovanile che lavori da anni per preparare i ragazzi al salto in prima squadra. Questi giovani hanno lavorato sodo, ma non possono essere subito pronti per i ritmi di una categoria così impegnativa».

Analizzando i problemi tattici emersi durante il match, il tecnico ha individuato nelle transizioni avversarie il punto critico della giornata. «Abbiamo sofferto le loro ripartenze a campo aperto, poiché ci è mancata la lucidità necessaria per intervenire in anticipo nell'uomo su uomo. In questo modo loro hanno trovato spazio per il contropiede, poi sul due a zero le squadre si sono allungate ulteriormente».

In chiusura, il pensiero è andato all'ultimo atto della stagione regolare e al rapporto con la tifoseria alabardata. «Ora ci impegneremo per preparare l’ultima sfida di campionato nel migliore dei modi. Più che attendere un gesto della gente nei nostri confronti, siamo noi a voler ringraziare chi ci ha sempre sostenuto e vogliamo farlo onorando la maglia fino all'ultimo impegno».


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