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Triestina, il ds Franco attacca: «Situazione drammatica, club salvato dal fallimento con ingenti cifre»

di Redazione Notiziario del Calcio

La mattinata odierna presso la sala stampa dello stadio Nereo Rocco ha segnato l'inizio ufficiale di un nuovo corso tecnico per la Triestina. L'evento, organizzato per presentare alla stampa il nuovo allenatore della prima squadra, Giuseppe Marino, è stato aperto da un lungo e dettagliato intervento del direttore sportivo Michele Franco.

Il dirigente ha voluto innanzitutto fare chiarezza sulle dinamiche che hanno portato al cambio della guida tecnica, spendendo parole di gratitudine nei confronti del tecnico uscente: «Tengo a ringraziare da parte mia e del club Attilio Tesser e lo staff per il lavoro svolto in questo periodo», ha esordito Franco, precisando come la stima per l'uomo e per il professionista, forte di un curriculum indiscutibile, rimanga assolutamente intatta.

Entrando nel merito della separazione, il direttore sportivo ha spiegato che la decisione è maturata all'interno di un bilancio sportivo deficitario che non ha lasciato margini di manovra. «La decisione dell'esonero è stata chiara e condivisa con il club, ed è di natura prettamente tecnica, dettata dai risultati», ha chiarito Franco, citando i numeri impietosi di una gestione che ha visto la squadra raccogliere otto sconfitte, di cui le ultime quattro consecutive, a fronte di soli due pareggi e due vittorie in dodici incontri.

Il dirigente ha inoltre motivato le tempistiche del cambio, legate esclusivamente alla necessità burocratica di definire gli accordi per la risoluzione contrattuale con Tesser e i suoi collaboratori, i quali hanno continuato a dirigere gli allenamenti finché il contratto è rimasto in essere.

Oltre all'aspetto prettamente di campo, Franco ha affrontato con estrema trasparenza la delicata situazione societaria, ricordando le macerie su cui la nuova proprietà ha dovuto iniziare a costruire. «Sappiamo in quali condizioni la nuova proprietà è subentrata, facendosi carica di una situazione drammatica e salvando il club da un fallimento che era pressoché certo ed imminente», ha sottolineato il direttore, evidenziando l'ingente sforzo economico profuso per tappare i buchi di una gestione precedente problematica.

Nonostante l'emergere continuo di nuove pendenze economiche, la società garantisce la regolarità dei pagamenti verso la parte sportiva e si impegna a rispettare ogni scadenza futura, in attesa che la proprietà possa tornare fisicamente in città nel prossimo futuro.

Il percorso di crescita del club non riguarda però solo la prima squadra, ma l'intera struttura societaria, a partire dai giovani. Il direttore sportivo ha ricordato come ad agosto la situazione fosse desolante, con l'assenza totale di un settore giovanile e una formazione Primavera numericamente carente.

La priorità assoluta resta quella di dare una forma solida al vivaio e all'intero organigramma, sebbene Franco sia consapevole che partendo da una base così compromessa il tempo necessario sia superiore rispetto a contesti ordinari. Il lavoro di ristrutturazione prosegue di pari passo con la gestione quotidiana di una realtà che cerca di ritrovare la propria stabilità.

Infine, il capitolo mercato ha occupato una parte rilevante della conferenza. Dopo le partenze già ufficializzate di Ionita e Crnigoj, e con il trasferimento di Gündüz ormai in fase di definizione, la strategia del club vira verso una gestione oculata per evitare di perdere pedine importanti a parametro zero a fine stagione. «È sensato e giusto che il club valuti la possibilità di monetizzare con alcune cessioni», ha ammesso il DS, non nascondendo le difficoltà nel convincere nuovi giocatori ad approdare in un contesto così turbolento.

Tuttavia, l'obiettivo resta quello di rinforzare la rosa con elementi che abbiano la giusta fame: «Gli elementi che arriveranno e che io voglio portare qui, devono essere motivati a dare il massimo fino alla fine, onorando la maglia fino all'ultimo giorno». L'auspicio è che, con l'arrivo di mister Marino, la squadra possa massimizzare il rendimento in campo, trovando alternative funzionali per chiudere la stagione nel miglior modo possibile.


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