Trento, mister Tabbiani: «Dobbiamo dimostrare quello che siamo diventati»
Alla vigilia del delicato confronto con il Lecco, l'allenatore del Trento Luca Tabbiani ha analizzato lo stato di forma della sua squadra, mettendo l'accento sulla voglia di riscatto che anima lo spogliatoio gialloblù. Il ricordo della sfida d'andata, terminata con un amaro 3-1 a favore dei lombardi, rappresenta ancora una ferita aperta che il tecnico vuole trasformare in energia positiva per i suoi ragazzi durante i novanta minuti di domani.
Tabbiani ha spiegato che la squadra si presenta a questo appuntamento con le giuste sensazioni, pronta a dare battaglia su un campo difficile. «Arriviamo bene alla sfida col Lecco: la voglia di rivalsa dopo la sconfitta per 3-1 all’andata c’è, perché dobbiamo dimostrare a noi stessi che abbiamo fatto un passo in avanti rispetto a quella gara», ha esordito il mister, ponendo l'attenzione sulla crescita del collettivo negli ultimi mesi.
Secondo il tecnico, il Trento attuale è una formazione molto più matura e consapevole rispetto a quella vista nella prima parte della stagione. Il lavoro quotidiano ha permesso di affinare diversi automatismi, rendendo la squadra più solida e difficile da scardinare. «Siamo cresciuti in alcune cose, soprattutto nella fase di non possesso: ora dobbiamo dimostrare quello che siamo diventati», ha proseguito Tabbiani, indicando nella fase difensiva il vero punto di forza della rinascita.
La preparazione alla partita ha tenuto conto anche dell'impatto emotivo che una sfida del genere comporta. L'allenatore sa bene che contro il Lecco non basterà solo l'organizzazione tattica, ma servirà una dose supplementare di grinta e determinazione. «Dobbiamo aspettarci una gara durissima, soprattutto sotto l’aspetto caratteriale: i primi minuti sono spesso determinanti, danno inerzia alla partita e ci siamo preparati anche per questo», ha ammonito.
Un passaggio fondamentale della conferenza è stato dedicato alla gestione del centrocampo, dove la concorrenza tra elementi di valore sta alzando sensibilmente il livello degli allenamenti. Tabbiani ha voluto sottolineare come la disponibilità di diverse soluzioni sia un vantaggio fondamentale per una squadra che vuole competere ad alti livelli in un campionato così logorante dal punto di vista fisico e mentale.
Riguardo alle gerarchie in mezzo al campo, il mister ha evidenziato l'importanza di due pedine fondamentali per il suo scacchiere tattico, ribadendo che ognuno avrà il suo spazio a seconda delle necessità della gara. «Fossati e Sangalli sono due giocatori importanti: ho bisogno di tenerli entrambi vivi», ha chiarito il tecnico, spiegando come l'alternanza tra i due possa rappresentare un'arma in più per cambiare il volto del match.
Per l'allenatore del Trento, il clima di sana rivalità sportiva all'interno dello spogliatoio è il segreto per non sedersi sugli allori e continuare a migliorare giorno dopo giorno. La crescita individuale dei singoli passa inevitabilmente attraverso lo scontro quotidiano sul campo con compagni di pari livello. «La competizione interna corretta fa crescere la squadra e il singolo», ha concluso Tabbiani, tracciando la rotta verso una prestazione di spessore.
Il Trento è dunque atteso da un esame di maturità importante, dove la capacità di gestire i momenti di pressione farà la differenza. La determinazione mostrata dal mister lascia intendere che la squadra scenderà in campo con il piglio di chi vuole riprendersi quanto lasciato per strada all'andata, dimostrando di aver imparato la lezione e di essere pronta a recitare un ruolo da protagonista in questo girone di ritorno.