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Trento, mister Tabbiani: «Cappelletti va via per un’occasione superiore, stamattina è tornato a salutarci»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il tecnico del Trento, Luca Tabbiani, si è presentato davanti ai giornalisti per fare il punto della situazione in vista dell'imminente sfida contro il Novara, una partita carica di significati sia per la classifica che per il morale del gruppo. Il primo pensiero dell'allenatore è andato a una separazione importante, quella con il difensore Cappelletti, ormai prossimo a una nuova avventura professionale. Tabbiani ha voluto tributare un omaggio pubblico all'atleta, sottolineando il valore non solo tecnico ma soprattutto umano che ha rappresentato per lo spogliatoio trentino. L'allenatore ha spiegato che il giocatore è stato fondamentale per lui e per l'intero ambiente, dando il massimo sotto ogni punto di vista, e ha ritenuto corretto che il ragazzo potesse sfruttare un’opportunità di carriera in una categoria superiore. «Vederlo tornare stamattina per salutare i compagni è stato molto bello. Sono questi i rapporti che rendono speciale questo lavoro», ha dichiarato il mister, visibilmente colpito dal gesto di attaccamento mostrato dal calciatore.

Sul fronte del campo e della formazione, l'attenzione si è spostata sui nuovi arrivi e sulle pesanti defezioni che continuano a tormentare la rosa gialloblù. Tabbiani ha dovuto confermare l'assenza di Giannotti, fermato da un infortunio piuttosto serio. Il tecnico ha parlato infatti di una distorsione importante che terrà il giocatore lontano dal rettangolo verde per il match di domani. Allo stesso tempo, c'è grande curiosità per l'inserimento di Candelari, elemento arrivato per rimpolpare una zona del campo rimasta numericamente scoperta. Pur riconoscendo al giovane ottime doti atletiche e un buon minutaggio già accumulato in stagione, l'allenatore ha predicato cautela, spiegando che, nonostante le sue qualità tecniche siano evidenti, è necessario concedergli il giusto periodo di adattamento per integrarsi nei meccanismi tattici del gruppo.

In merito alla possibilità di vedere Candelari nell'undici titolare già sabato, Tabbiani non si è sbilanciato, evidenziando come il ragazzo abbia effettuato solo un paio di sessioni di lavoro con i nuovi compagni. Il profilo è stato descritto come quello di un giovane che necessita di essere accompagnato nel suo percorso di crescita, seguendo la filosofia già adottata con altri elementi della squadra. Nonostante le difficoltà numeriche, l'allenatore si è detto fiducioso sulla condizione generale della truppa, sottolineando come la forza del collettivo sia stata finora l'arma vincente per sopperire alle costanti assenze che hanno caratterizzato il cammino del Trento sin dalle prime giornate di campionato.

Tornando sull'ultima prestazione, Tabbiani ha espresso soddisfazione per la personalità messa in mostra dai suoi uomini, esortandoli a fare tesoro della consapevolezza acquisita, senza però dimenticare l'analisi critica degli sbagli commessi. Il tecnico ha ribadito un concetto a lui caro: anche dopo un successo è fondamentale individuare i margini di miglioramento per non arrestare il processo di evoluzione della squadra. La sfida contro il Novara si preannuncia complessa, di fronte a un'avversaria che, secondo Tabbiani, ha raccolto meno punti di quanto il gioco espresso avrebbe meritato e che, sotto la guida del nuovo allenatore Dossena, si presenterà con un atteggiamento aggressivo e propositivo.

Il piano gara per sabato è chiaro nelle intenzioni del mister: mantenere la propria identità di gioco anche sotto la pressione avversaria. Tabbiani ha chiesto ai suoi ragazzi di continuare a perseguire i propri principi tattici con coraggio, senza farsi snaturare dalle mosse del Novara. L'attesa per il fischio d'inizio è palpabile nelle parole del tecnico, che ha manifestato una grande voglia di tornare a vedere i suoi calciatori festeggiare al termine della contesa. «Non vedo l’ora che arrivi sabato. Ho la sensazione che stiamo bene e voglio rivedere i ragazzi esultare», ha confessato il mister, chiudendo il suo intervento con un messaggio di forte ottimismo sulle potenzialità residue del suo Trento, convinto che il campo darà ragione al lavoro svolto finora.


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