Trapani, una nuova sentenza riaccende la speranza: Antonini non si arrende
Una recente pronuncia della Corte di giustizia tributaria di Trapani ha riacceso una piccola fiammella di speranza tra i sostenitori del club granata, alle prese con le conseguenze di una difficile stagione culminata con la retrocessione in Serie D. Come riportato dal Giornale di Sicilia, il pronunciamento del giudice Michele De Maria ha escluso la sussistenza di prove certe relative a una strategia fraudolenta o a un comportamento doloso da parte della società trapanese in merito all'utilizzo di crediti d'imposta.
La questione di fondo riguarda la compensazione di crediti risultati inesistenti, utilizzati per saldare pendenze Irpef e contributi Inps. Le difficoltà erano emerse nel maggio 2025, quando il mancato versamento di due delle cinque rate previste dal piano di rateizzazione concordato con l'Agenzia delle Entrate aveva innescato una serie di deferimenti che hanno portato a una penalizzazione complessiva di 25 punti, relegando di fatto la squadra all'ultimo posto in classifica.
Il legale della società, Enzo Scontrino, ha sottolineato l'importanza di questa decisione, definendola una pietra miliare. Sebbene l'ordinamento legislativo attuale non offra rimedi immediati per fattispecie simili, il giudice ha limitato la responsabilità degli organi societari al minimo sanzionatorio, riconoscendo l'assenza di frode intenzionale da parte del club.
Secondo questa tesi, il Trapani si sarebbe trovato vittima di una truffa, una convinzione che il presidente Antonini ha sempre sostenuto e che ora intende far valere per ribaltare l'esito della giustizia sportiva. Tuttavia, il percorso per ottenere una revisione delle sanzioni appare estremamente complesso.
L'attenzione è ora rivolta al Collegio di garanzia del Coni, che dovrà esprimersi sull'ultima penalizzazione di cinque punti. In quella sede, la società punta a presentare la nuova sentenza come elemento cardine per tentare di cambiare le sorti della propria posizione.
Nonostante l'incertezza, Antonini appare risoluto a proseguire la sua battaglia nelle aule della giustizia ordinaria, con l'obiettivo di chiedere la revoca di tutte le sanzioni disciplinari inflitte. Nel frattempo, la realtà dei fatti impone alla dirigenza di iniziare a programmare la prossima stagione, che, salvo clamorosi colpi di scena giudiziari, vedrà il club ripartire dal campionato di Serie D.