Trapani, sospiro di sollievo o condanna? Ecco la verità della Corte d'Appello
La situazione legata alle vicende giudiziarie del Trapani ha finalmente raggiunto un punto di chiarezza dopo l'ultimo intervento della Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite. L'organo giuridico ha infatti preso una posizione netta riguardo ai reclami presentati, confermando in toto quanto già stabilito in precedenza dal Tribunale Federale Nazionale lo scorso 9 marzo.
Al centro del dibattito c'erano le violazioni di carattere amministrativo che avevano colpito la società siciliana militante nel Girone C di Serie C. La decisione conferma quindi l'ammenda pecuniaria di 1.500 euro e, soprattutto, il pesante fardello dei 5 punti di penalizzazione da scontare durante l'attuale campionato, rendendo ufficiale il percorso in salita per il club granata.
Tutto il procedimento ha avuto origine all'inizio dell'anno, precisamente il 3 gennaio, quando era scattato il deferimento ufficiale. La segnalazione era arrivata direttamente dalla Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive, che aveva riscontrato alcune irregolarità nella gestione economica del sodalizio sportivo.
Non è stato soltanto il club a vedersi respingere le proprie istanze, ma anche la stessa Procura Federale ha ricevuto un esito negativo. La Procura aveva infatti contestato la presunta mancanza di proporzione nelle sanzioni che il TFN aveva inizialmente inflitto sia al Trapani che ai suoi vertici dirigenziali, giudicandole non congrue rispetto alla gravità dei fatti.
Il quadro complessivo per la squadra si fa ancora più rigido se si guarda ai tentativi di ribaltare le sentenze passate. La Corte ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso con cui la società cercava di ottenere la revoca di un'altra penalizzazione, quella di 8 punti risalente al maggio 2025, che era già stata confermata nel mese di giugno dello scorso anno.
Si chiude così un capitolo complesso di giustizia sportiva che obbliga l'ambiente trapanese a fare i conti con una realtà di classifica ridisegnata dai tribunali. La fermezza delle Sezioni Unite non lascia spazio a ulteriori interpretazioni, blindando le decisioni amministrative che continuano a pesare sul cammino sportivo della formazione siciliana.