Trapani, la verità di Antonini: «L'Agenzia delle Entrate non controllò, noi truffati come altri in Italia»
Dopo la recente udienza presso la Corte di Giustizia Tributaria, Valerio Antonini ha rotto il silenzio per fare il punto sulla complessa vicenda legale che coinvolge i suoi club, mostrandosi estremamente combattivo e fiducioso per il futuro sportivo della città.
Il patron granata ha subito evidenziato la portata nazionale del caso: «Tutta Trapani è in attesa, ma da quello che ho capito praticamente tutta Italia sta seguendo questa vicenda. La sensazione vale quanto niente, ma è positiva».
Il presidente ha espresso parole di profondo apprezzamento per la strategia difensiva adottata dal proprio legale: «Il nostro avvocato Vincenzo Scontrino ha fatto un lavoro straordinario. Chi conosce Vincenzo Scontrino sa che è una persona seria e credibile. Ha lavorato con grande voglia di ottenere il risultato, consapevole della verità dei fatti».
Secondo Antonini, la chiave della difesa risiederebbe in una precisa mossa processuale che ricalca casi già risolti: «Il nostro avvocato ha tirato fuori una giocata da fuoriclasse, cioè una sentenza del Tribunale di Marsala relativa a un caso identico al nostro».
Il riferimento è a vicende analoghe in cui gli imprenditori sono stati riconosciuti estranei a condotte illecite: «L'imprenditore è stato ritenuto totalmente incolpevole dopo essere stato truffato tramite la vendita di crediti fiscali inesistenti».
Le critiche del presidente si sono poi concentrate sull'operato degli enti di controllo: «L’unico ente che può verificare l’esistenza dei crediti è l’Agenzia delle Entrate stessa. Nel caso Alfieri non è stato fatto alcun controllo».
A supporto della propria tesi, Antonini ha citato la regolarità burocratica ottenuta in precedenza: «Trapani Shark aveva ottenuto regolarmente il DURC. Non ci è stato notificato nulla dopo trenta giorni, né ci è stato chiesto di ripagare imposte o contributi».
Per il numero uno del Trapani, la posizione delle sue società è quella di parte lesa in una rete criminale più vasta: «Trapani Calcio e Trapani Shark erano vittime di una truffa e non avevano alcuna possibilità di controllare la credibilità dei crediti che erano stati venduti».
Il presidente ha anche commentato gli ultimi fatti di cronaca legati al Gruppo Alfieri, auspicando una rapida conclusione dei procedimenti: «Speriamo che Brescia e Trapani chiudano velocemente le indagini per procedere ai rinvii a giudizio degli altri coinvolti in questa mega truffa di carattere nazionale».
L'impegno per ripristinare il prestigio sportivo dei suoi club resta la priorità assoluta: «Noi dobbiamo riavere il Trapani Calcio in Serie C e dobbiamo riavere la Trapani Shark in Serie A. Andrò avanti fino alla morte finché non ci verrà restituito tutto quello che ci hanno rubato».
Infine, Antonini ha rivolto un pensiero alla programmazione tecnica, confermando la stima per il proprio DS nonostante l'incertezza sulla categoria: «Ho dato mano libera a Luigi Volume per costruire il meglio sia in Serie C che in Serie D, ma con costi contenuti e senza più sprechi».
Il messaggio finale è di speranza per tutta la piazza granata: «Siamo vicini a una svolta importante. È un momento fondamentale, qui si gioca la verità dei fatti. Mi è sembrato di avere davanti magistrati molto seri».