Trapani, Antonini spara a zero: «Vergogna assoluta, a Trapani hanno fatto di tutto per eliminarci»
Valerio Antonini non usa mezzi termini per descrivere l'attuale situazione del Trapani, affidando ai propri canali social uno sfogo durissimo che mette nel mirino le istituzioni e la gestione dei procedimenti disciplinari. Il numero uno del club siciliano ha voluto fare il punto sulla complessa battaglia legale che attende la società, sottolineando come il futuro sportivo passi inevitabilmente dalle aule di giustizia. «L’appello al Coni è fissato per il 21 aprile per ottenere nuovamente i primi tre punti della squalifica di ottobre» ha esordito il presidente, tracciando un cronoprogramma fitto di appuntamenti legali.
Secondo la visione del patron, il percorso per la giustizia sportiva non si fermerà a quella data, poiché la strategia difensiva è già pronta per i successivi step. «Successivamente ci rivolgeremo ancora al Coni per i cinque punti tolti a dicembre e presenteremo ricorso alla Corte d'Appello per quanto riguarda gli ultimi cinque punti inflitti a fine marzo» ha chiarito Antonini. Per la proprietà granata non ci sono dubbi sulla legittimità delle proprie ragioni, tanto da considerare i punti sottratti come un elemento essenziale per la permanenza nella categoria.
«La nostra salvezza dovranno essere i punti che devono restituirci in un modo o nell'altro perché la penalizzazione non ha di che esistere» ha dichiarato con fermezza il presidente, evidenziando una profonda spaccatura con gli organi competenti. Le critiche di Antonini si sono poi spostate sulle motivazioni tecniche alla base delle sanzioni, parlando apertamente di errori procedurali gravi. «Tutto si basa su una clamorosa macchia di interpretazione da un lato della FIGC e di un illecito atto dell'Agenzia delle Entrate di Trapani» ha aggiunto il massimo dirigente.
Entrando nel dettaglio della controversia con il fisco, Antonini ha sollevato dubbi sulle tempistiche e sull'operato degli uffici locali, parlando di un ritardo inaccettabile nella gestione delle pratiche amministrative. «L'Agenzia ancora non ha generato i flussi per l'atto di riscossione dopo ben 130 giorni! Si tratta di una vergogna assoluta» ha tuonato il patron del Trapani. Il suo intervento ha poi assunto toni ancora più polemici, suggerendo l'esistenza di un disegno premeditato per colpire le eccellenze sportive della città siciliana.
«Quando dico che da Trapani hanno fatto di tutto per eliminare sia il Basket che il Calcio a grandi livelli, dico la verità. E sappiamo tutti chi c'è dietro. O facciamo finta di non saperlo?» ha incalzato Antonini, lasciando intendere pressioni esterne e ostacoli ambientali volti a sabotare i suoi investimenti. Nonostante la battaglia legale sia il fronte principale, il presidente non ha dimenticato l'impegno che la squadra dovrà mettere in campo nelle ultime battute del campionato per mantenere viva la speranza.
«Intanto dobbiamo fare sul campo almeno sette punti nelle ultime tre partite e andare a giocarci quei playout che strameritiamo» ha spiegato il patron, citando anche il rendimento delle dirette concorrenti per rimarcare il valore del cammino fatto finora. «Foggia e Siracusa hanno ottenuto rispettivamente quasi venti e oltre dieci punti in meno rispetto a noi» ha ricordato il presidente, chiedendo ai suoi calciatori un ultimo, estremo sforzo agonistico per onorare la maglia e la piazza.
Il messaggio alla squadra è stato chiaro e privo di giri di parole, volto a stimolare l'orgoglio del gruppo in un momento così delicato della stagione. «I giocatori ora devono sputare l'anima molto più di quanto fatto tra Foggia e Monopoli, ma io resto fiducioso» ha concluso Antonini. Il presidente ha poi voluto lanciare un segnale di resilienza a tutto l'ambiente granata, ribadendo la sua volontà di non arrendersi: «Non bisogna mai perdere la speranza sino all'ultimo secondo».