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Terremoto Sambenedettese: panchina a rischio, si prepara il clamoroso ritorno

di Redazione Notiziario del Calcio

La situazione in casa Sambenedettese si fa estremamente incandescente dopo il recente scivolone interno subito contro il Perugia. Il ko casalingo ha lasciato il segno, aprendo ufficialmente una fase di profonda riflessione all'interno della dirigenza rossoblù, preoccupata per un cammino che non sembra trovare i giusti binari per la risalita.

Al centro della tempesta c'è Filippo D'Alesio, la cui posizione sulla panchina marchigiana appare oggi più che mai in bilico. Il tecnico, approdato a San Benedetto del Tronto nei primi giorni di dicembre con il compito di raddrizzare un'annata complicata, non è riuscito a imprimere il cambio di marcia sperato dalla proprietà e dalla tifoseria.

I numeri e le prestazioni delle ultime settimane raccontano di una squadra ancora alla ricerca di un'identità precisa e, soprattutto, di punti fondamentali per la classifica. L'incapacità di invertire il trend negativo ha generato un clima di forte malumore attorno alla guida tecnica, portando la società a valutare un drastico cambiamento immediato.

Secondo le ultime indiscrezioni raccolte dall'esperto di mercato Nicolò Schira, i vertici del club starebbero seriamente prendendo in considerazione l'ipotesi dell'esonero. L'idea che sta prendendo quota nelle ultime ore non riguarda però un nuovo innesto esterno, bensì un ritorno al passato che avrebbe il sapore della restaurazione tecnica.

L'ipotesi più accreditata porta infatti al richiamo di Ottavio Palladini. L'allenatore, che aveva iniziato la stagione sportiva proprio al timone della compagine marchigiana prima di essere sollevato dall'incarico, risulta ancora legato contrattualmente alla società e rappresenterebbe la soluzione più rapida per tentare di ritrovare stabilità.

La dirigenza sta pesando con cura ogni mossa, consapevole che un ulteriore errore nella gestione della panchina potrebbe compromettere definitivamente le ambizioni stagionali. Il possibile ritorno di Palladini viene visto come un modo per riaffidare il gruppo a chi già ne conosce pregi e difetti, nel tentativo di uscire al più presto dalle sabbie mobili della graduatoria.


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