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Ternana, l’ultima chiamata: fissata la nuova asta per salvare il calcio a Terni

di Redazione Notiziario del Calcio

Il destino della Ternana resta appeso a un filo, ma le ultime ore hanno fatto registrare una svolta significativa nel tentativo di salvataggio del club. I curatori fallimentari, d’intesa con il giudice delegato, hanno deciso di spostare la data dell'asta a venerdì 22 maggio. Questo rinvio tecnico è stato concesso per permettere a eventuali investitori interessati di affinare proposte d'acquisto concrete e credibili, necessarie per rilevare il ramo sportivo e garantire la permanenza nella categoria.

La notizia più rilevante riguarda lo straordinario sforzo profuso da chi la Ternana la vive quotidianamente. Nello studio del curatore Francesco Angeli, si è assistito a un gesto di grande attaccamento ai colori rossoverdi: il capitano Marco Capuano, insieme a figure storiche come Carlo Mammarella e ai dirigenti Giuseppe Mangiarano e Mattia Stante, ha dato il via alla sottoscrizione delle rinunce a parte degli stipendi.

Questa operazione, coordinata dall'avvocato Donato Di Campli, ha coinvolto non solo i tesserati attuali ma anche molti ex collaboratori e calciatori ancora a libro paga. Si è trattato di una scelta di campo precisa: accettare una riduzione dei propri crediti per abbattere la massa debitoria e rendere la società più appetibile sul mercato, sperando di evitare un fallimento che lascerebbe tutti a mani vuote.

I numeri che emergono dall'ultima relazione sono incoraggianti, seppur in un contesto di emergenza. Grazie a questi tagli, il debito complessivo è stato ridotto di circa due milioni e mezzo di euro. In particolare, l'esposizione a breve scadenza è scesa drasticamente da oltre 4 milioni a meno di 3 milioni di euro, cifra che potrebbe essere ulteriormente spalmata attraverso la rateizzazione del debito Irpef.

Il lavoro instancabile dei dirigenti e dei legali ha prodotto effetti positivi anche sul debito a lunga scadenza, portando il totale della massa debitoria dai picchi iniziali di 8,6 milioni agli attuali 7 milioni di euro. Questo miglioramento dei conti ha permesso di abbassare la base d'asta per il 22 maggio a circa 146.500 euro, con rilanci minimi fissati a 10 mila euro.

La sopravvivenza del calcio professionistico a Terni è ora legata indissolubilmente alla comparsa di un acquirente serio entro il termine ultimo per la presentazione delle offerte, fissato per il 21 maggio. La città e la tifoseria restano in attesa di un segnale forte, consapevoli che il sacrificio economico fatto dai giocatori ha rimosso l'ostacolo più grande verso la rinascita del club.


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