Ternana, il dg Mangiarano: «Entro fine maggio va assegnato il club, ecco la verità sulle penalizzazioni»
La giornata vissuta tra la sede e lo stadio Liberati ha segnato l'inizio ufficiale di una nuova, complessa era per la Ternana. I curatori fallimentari, l'avvocato Renato Ferrara e Francesco Angeli, hanno incontrato tutte le componenti del club, dai dipendenti fino ai calciatori e allo staff tecnico. A fare da tramite in questo delicato confronto è stato il direttore generale Giuseppe Mangiarano, che ha poi spiegato l'esito del colloquio: «I curatori hanno incontrato tutti i dipendenti e i tesserarti. È stato un primo contatto per fornire spiegazioni tecniche da parte dei due professionisti, che hanno illustrato la procedura e risposto a ogni domanda».
L'obiettivo primario dei curatori, nominati a seguito della sentenza di liquidazione giudiziale del 17 aprile, è garantire la continuità nonostante la gravità della situazione. Mangiarano ha precisato come i professionisti «abbiano scisso ciò che è stato fino al 17 aprile, giorno dell'inizio della liquidazione, da ciò che è la gestione ordinaria successiva». Il direttore ha poi aggiunto rassicurazioni importanti sul breve termine: «Hanno assicurato che la gestione ordinaria garantirà la sopravvivenza del club fino a quando durerà l’esercizio provvisorio».
Nonostante l'esercizio provvisorio sia stato concesso per tre mesi, la realtà dei regolamenti sportivi impone una velocità d'esecuzione senza precedenti. «La Federcalcio indica per fine mese maggio la data ultima per assegnare il ramo d’azienda sportivo. Le tempistiche sono chiare», ha avvertito Mangiarano analizzando il calendario. «Il 16 giugno si deve fare l’iscrizione al campionato, entro il 6 giugno si deve assegnare il titolo sportivo alla nuova newco che prenderà l’azienda e, cinque giorni prima, la pratica deve essere chiusa. Quindi, fine maggio».
Chiunque intenda rilevare la Ternana dovrà dunque passare per il Tribunale e per l'asta che verrà indetta a breve. La serietà dei curatori è stata sottolineata con forza dal dg: «Hanno ricevuto l’incarico alle 19 del 17 aprile e hanno cominciato a lavorare subito. Questa è una dimostrazione di grande serietà». Tuttavia, la natura stessa della crisi rende tutto più complicato: «Siamo di fronte a un fallimento anomalo, di un’azienda anomala che ha tempistiche che non sono solo quelle della crisi d’impresa e del codice civile, ma anche quelle del calcio».
Un punto cruciale riguarda il valore del ramo sportivo, che sarà determinato dai numeri già in possesso degli esperti, e la questione delle possibili sanzioni. Mangiarano ha voluto smentire alcune voci circolate recentemente: «Ho letto numeri inverosimili sulle penalizzazioni. La norma è chiara: sono due punti per ogni inadempimento. Non sono stati onorati gli emolumenti, i contributi e le ritenute, a cui si aggiunge la recidiva». Eppure, la discontinuità aziendale potrebbe cambiare le carte in tavola.
«Questa continuità il 16 giugno non ci sarà», ha spiegato il dirigente, ponendo l'accento sulla responsabilità di chi dovrà giudicare la nuova proprietà. «Ai fini dell’individuazione del valore del ramo sportivo, se si prende in considerazione una penalizzazione il club vale di meno, altrimenti il valore sarebbe diverso». Il vero problema resta l'assenza di precedenti simili a cui aggrapparsi: «Non c’è giurisprudenza. Una cosa di questo tipo non è mai successa. I casi di acquisizione dei rami d’azienda che hanno avuto successo sono veramente pochi, in Italia».