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Ternana, caso stipendi: la Corte non fa sconti, confermati i 5 punti di penalità

di Redazione Notiziario del Calcio

La situazione della Ternana si complica ulteriormente dopo il pronunciamento della Corte d’Appello federale, che ha ufficialmente rigettato il ricorso presentato dal club umbro.

La società rossoverde aveva tentato di opporsi alla pesante sanzione di cinque punti di penalizzazione in classifica, inflitta lo scorso 12 dicembre 2025. Il provvedimento era scaturito dal mancato rispetto delle scadenze previste per il primo agosto, data entro la quale avrebbero dovuto essere regolarizzati i pagamenti relativi agli stipendi dei tesserati e ai versamenti dei contributi obbligatori.

La decisione dei giudici di secondo grado conferma integralmente quanto stabilito in prima istanza dal Tribunale Federale Nazionale. Nel pesare l'entità della punizione, l'organo giudicante ha tenuto conto anche della recidiva della società, che era già stata colpita da sanzioni simili per inadempienze amministrative durante la passata stagione sportiva 2024-2025. Questo precedente ha pesato negativamente sulla valutazione complessiva, portando alla conferma di una pena che incide profondamente sul cammino sportivo della squadra nel campionato in corso.

Attualmente, il dispositivo ufficiale della sentenza è stato reso noto attraverso i canali ufficiali della Federcalcio, ma per avere un quadro completo della situazione sarà necessario attendere la pubblicazione delle motivazioni. Saranno proprio quei documenti a spiegare nel dettaglio le ragioni giuridiche che hanno spinto la Corte a confermare la mano pesante, respingendo le tesi difensive avanzate dai legali della Ternana che speravano in uno sconto o in una revisione del verdetto.

Nonostante il duro colpo ricevuto, la battaglia legale della dirigenza rossoverde potrebbe non finire qui. Una volta analizzate attentamente le motivazioni della sentenza, l'ufficio legale del club valuterà se sussistono i presupposti per un ultimo tentativo di ribaltare il giudizio. L'eventuale passo successivo prevede il ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni, l'ultimo grado di giustizia sportiva, per cercare di recuperare quei punti che oggi appaiono definitivamente sottratti alla classifica delle Fere.


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