Ternana, c'è l'intesa con Biagioli: ecco il piano per non sparire
Il futuro della Ternana si trova sospeso in un limbo cruciale, con tre distinte opzioni sul tavolo che decideranno il destino del club tra i professionisti o nel calcio dilettantistico. Come analizzato dettagliatamente sulle pagine del Corriere dell'Umbria, la prima e più auspicabile via d'uscita rimane quella di un salvataggio diretto all'interno del campionato di Serie C. Questo scenario ottimistico è strettamente legato all'esito dell'asta fallimentare fissata per venerdì 22 maggio, una tappa burocratica che richiede la disponibilità immediata di risorse economiche pesanti per poter chiudere la stagione in corso.
Per rendere concreta la permanenza nella terza serie nazionale, i promotori dell'operazione dovranno essere in grado di mettere sul piatto una cifra vicina ai 2,9 milioni di euro. Questa somma complessiva potrebbe subire una riduzione di circa un milione di euro dilazionando il pagamento di altre pendenze legate all'Irpef. A questo scoglio economico iniziale si andranno poi ad aggiungere ulteriori quattro milioni di euro complessivi, da corrispondere in un arco temporale compreso tra i quattro e i sei anni, ponendo le basi per una gestione finanziaria che nelle intenzioni dei curatori fallimentari dovrà finalmente rivelarsi virtuosa e sostenibile per i dipendenti e i tesserati.
Qualora l'asta del 22 maggio dovesse andare deserta e non si presentasse alcun acquirente, il club andrebbe incontro alla perdita automatica del proprio titolo sportivo in base a quanto sancito dall'articolo 52 delle Noif. Questo drammatico scenario comporterebbe la ripartenza forzata da una categoria inferiore di due livelli rispetto a quella frequentata nell'ultimo torneo, costringendo la nuova realtà cittadina a iscriversi al campionato regionale di Eccellenza. Si tratterebbe di un nuovo inizio totale che escluderebbe categoricamente dalla dirigenza chiunque abbia ricoperto ruoli gestionali all'interno del sodalizio rossoverde nel corso degli ultimi cinque anni.
Esiste tuttavia una terza e intrigante opzione strategica, emersa con forza nelle ultime ore attraverso le fitte interlocuzioni avviate dal sindaco Stefano Bandecchi. Il primo cittadino ha infatti raggiunto un'intesa di massima con Roberto Biagioli, presidente dell'Orvietana, per pianificare l'acquisizione del titolo sportivo di un club militante nel massimo campionato dilettantistico. Questa manovra consentirebbe alla Ternana di evitare l'inferno dell'Eccellenza, posizionandosi direttamente ai nastri di partenza della Serie D per tentare un immediato e vigoroso ritorno nel calcio professionistico.
Questo percorso alternativo, finalizzato a ottenere una deroga federale per un titolo superiore in una piazza storica, deve però fare i conti con i rigidissimi paletti normativi imposti dalla Federcalcio per prevenire manovre puramente speculative. I regolamenti impongono che la sede sociale della compagine acquisita si trovi all'interno della medesima provincia o in comuni strettamente confinanti, e che le società coinvolte risultino affiliate alla Figc da almeno due stagioni consecutive. Tutta la corposa documentazione, comprensiva dei verbali delle assemblee e dei nuovi statuti societari, dovrà essere presentata in via inderogabile entro il 15 luglio per ottenere l'approvazione finale del presidente della Figc.