Ternana al bivio: tra l'asta, l'Eccellenza e i titoli di Orvietana e Poggibonsi
La clessidra scorre velocemente per il futuro della Ternana, impegnata in una frenetica volata per mantenere il proprio posto nel calcio professionistico ed evitare lo spettro di una ripartenza dalle categorie dilettantistiche. Il sindaco Stefano Bandecchi è in prima linea, impegnato in una serie di colloqui serrati con potenziali investitori ed emissari pronti a rilevare il ramo d'azienda sportivo prima che l'asta rischi di andare deserta.
Nelle ultime ore, l'attenzione si è catalizzata su un nuovo profilo, un imprenditore a capo di una solida realtà che starebbe cercando alleanze tra le imprese umbre e romane. L'obiettivo di questa possibile cordata è ambizioso: rilevare la società, sanare le pendenze federali e garantire le risorse necessarie per affrontare con serenità il prossimo campionato di Serie C, salvaguardando il titolo sportivo.
I numeri dell'operazione sono imponenti: se la base per l'asta è fissata a 260.000 euro, il vero ostacolo è rappresentato dagli oltre otto milioni di debiti federali. Di questa cifra, poco più di quattro milioni devono essere coperti entro la scadenza del 16 giugno per permettere l'iscrizione, mentre la restante parte potrebbe essere oggetto di una rateizzazione negli anni futuri, oltre alle spese per la gestione ordinaria.
Per alleggerire il carico finanziario immediato, si sta valutando la strada di un accordo con i tesserati sulle spettanze arretrate. L'idea sarebbe quella di convincere i giocatori ad accettare pagamenti ridotti nell'immediato in cambio di garanzie future, una mossa che potrebbe dimezzare la liquidità necessaria al momento dell'iscrizione, supportata eventualmente da nuove e forti sponsorizzazioni.
Tuttavia, la prudenza impone di considerare anche un "piano B" qualora l'asta del 13 maggio non dovesse dare l'esito sperato. In caso di fallimento totale del salvataggio, la Ternana sarebbe costretta a ripartire dall'Eccellenza con una nuova identità societaria, a meno che non si riesca a rilevare un titolo sportivo di Serie D da realtà vicine, opzione comunque complessa a causa delle rigide normative federali.
Al momento, le uniche opzioni teoriche per un titolo di quarta serie guarderebbero verso Orvieto o Poggibonsi, ma il regolamento limita tali manovre a squadre dello stesso comune o di zone confinanti. L'alternativa resterebbe un cambio di sede legale, ma si tratta di percorsi tortuosi che la piazza spera di non dover mai imboccare, confidando nella riuscita del passaggio di proprietà diretto.
A rendere il quadro ancora più fosco è il fronte della giustizia sportiva. È infatti arrivato il deferimento per il mancato rispetto dei termini di pagamento degli stipendi di aprile, che coinvolge anche i vertici societari uscenti. Questo aspetto, unito a ulteriori mancanze comunicative sugli scostamenti di budget, potrebbe tradursi in pesanti ammende o in una decurtazione di punti nella classifica del prossimo torneo.
La situazione conferma come la precedente proprietà avesse ormai disimpegnato ogni sforzo, lasciando il club in una condizione di estrema fragilità. Tutto ora dipende dall'esito dell'asta e dalla capacità dei nuovi soggetti interessati di presentare un'offerta valida entro i termini stabiliti, restituendo dignità e prospettive a una tifoseria che attende con il fiato sospeso.