.

Team Altamura, la verità sul caso stadio: «Non abbiamo mai chiesto l'esclusiva, ma ci serve il minimo per il professionismo» parla il presidente Ninivaggi

di Redazione Notiziario del Calcio

Il dibattito legato alle strutture sportive entra nel vivo della discussione istituzionale, focalizzando l'attenzione sulle reali necessità di un club calcistico inserito nel panorama nazionale. Nel corso del suo recente intervento formale davanti alle autorità cittadine, il massimo dirigente della compagine calcistica locale ha voluto fare piena luce sulle dinamiche che legano la squadra al proprio territorio e all'impianto di gioco.

Il presidente della formazione pugliese, Franco Ninivaggi, ha preso la parola direttamente di fronte all'assise cittadina per spiegare le istanze del club, sottolineando con forza che «la nostra realtà calcistica, oltre a rappresentare a tutti gli effetti una società inserita nel contesto professionistico, costituisce prima di tutto un patrimonio collettivo e un bene prezioso per l'intera comunità cittadina».

Proseguendo nella sua analisi dettagliata, il numero uno del club ci ha tenuto a precisare lo spirito con cui la dirigenza porta avanti il proprio mandato operativo, evidenziando come «all'interno del sodalizio non ci siamo mai considerati i padroni assoluti della struttura, bensì dei semplici e responsabili amministratori temporanei di questo bene comune».

La visibilità mediatica ottenuta di recente dalla squadra testimonia l'ottimo lavoro svolto a livello nazionale, un fattore che rende orgoglioso il vertice societario, il quale ha ricordato che «i principali giornali e le emittenti televisive nazionali hanno espresso pareri estremamente lusinghieri sul conto della nostra società e sulla nostra precisa strategia incentrata sulla crescita e sulla valorizzazione dei giovani talenti».

Nonostante i successi sul campo, non sono mancate le polemiche esterne che hanno spinto il patron a intervenire pubblicamente per spegnere ogni malinteso, affermando apertamente che «mi è dispiaciuto profondamente leggere determinate ricostruzioni e alcune affermazioni apparse sui media, ma proprio per questa ragione ci tengo a fare assoluta chiarezza su ogni singolo punto».

Il fulcro del discorso si è poi spostato sulle richieste concrete avanzate alla municipalità, smentendo le voci di presunti favoritismi o pretese eccessive, dato che «la nostra dirigenza non ha mai avanzato alcuna richiesta che prevedesse la totale fruizione esclusiva dell'intero impianto sportivo, tuttavia esistono delle precise e inderogabili necessità che sono strettamente connesse alla partecipazione a un torneo professionistico».

Il patron ha voluto specificare nel dettaglio quali siano i requisiti minimi indispensabili per poter scendere in campo e gestire la quotidianità della prima squadra, chiarendo che «la nostra richiesta si è limitata esclusivamente alla gestione riservata del rettangolo di gioco principale e dei locali destinati ai due spogliatoi interni, elementi che rappresentano la base minima assoluta per poter disputare un campionato di questa categoria».

Oltre alla gestione degli spazi fisici durante le partite ufficiali, la coesistenza con le altre realtà sportive del territorio richiede una pianificazione rigorosa delle sessioni di allenamento giornaliere, motivo per cui «abbiamo chiesto la cortesia istituzionale di evitare lo svolgimento di sessioni relative ad altre discipline sportive durante le ore in cui si allena la prima squadra».

Un altro nodo cruciale per l'adeguamento della struttura riguarda i criteri infrastrutturali imposti dai vertici del calcio italiano per la trasmissione degli eventi, costringendo il club a richiedere interventi immediati, spiegando che «la nostra seconda istanza fondamentale ha riguardato il potenziamento tecnico del contatore elettrico generale per garantire la corretta alimentazione dei pannelli pubblicitari a led».

L'adeguamento tecnologico non è un'opzione facoltativa ma un vincolo amministrativo decisivo per il futuro calcistico della città, come confermato dallo stesso massimo dirigente quando ha ricordato che «questi dispositivi luminosi a bordo campo costituiscono una condizione tassativa ed essenziale per poter ottenere la regolare iscrizione al prossimo campionato».

Le nuove normative imposte dagli organi federali hanno ulteriormente innalzato gli standard minimi richiesti per gli stadi della categoria, complicando i piani della dirigenza, che ha rivelato come «la stessa Lega ci ha ufficialmente notificato che a partire da questa stagione agonistica sarebbe stata aumentata in modo significativo la metratura complessiva dei pannelli a led».

Secondo la ricostruzione del presidente si tratta di interventi prettamente organizzativi e normativi volti a tutelare la categoria, ribadendo fermamente che «ci troviamo di fronte a due specifiche e improrogabili necessità di natura puramente tecnica, alle quali si unisce l'importanza cruciale di poter disporre di un settore di curva all'interno dello stadio».

La creazione di un nuovo settore per il pubblico non risponde solo a criteri di capienza ma a una precisa visione sociale che la società intende perseguire a vantaggio della propria tifoseria, con l'obiettivo di «consentire l'applicazione e il mantenimento di prezzi dei biglietti accessibili e popolari per tutta la nostra gente».

In conclusione del suo lungo discorso davanti ai rappresentanti del consiglio comunale, il patron ha evidenziato le attuali limitazioni strutturali che penalizzano il pubblico locale, sottolineando amaramente che «avendo a nostra completa disposizione un unico e solo settore per gli spettatori, non abbiamo la possibilità fisica di accontentare le richieste di tutti i nostri tifosi».


Altre notizie
PUBBLICITÀ