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Siracusa, Turati: «Annata difficile, dobbiamo pensare solo a lavorare»

di Pippo Franzò

In occasione della conferenza stampa odierna alla vigilia della sfida contro l'Atalanta U23, il tecnico del Siracusa Calcio 1924, Marco Turati, ha introdotto l'incontro sottolineando l'importanza di mantenere alta la concentrazione e l'intensità mostrate negli ultimi allenamenti ed ha presentato l’avversario.

«L'Atalanta è una squadra che annovera giovani di grandissima qualità che in futuro faranno parlare di sé. Ad oggi possono avere delle lacune, ma hanno tutto ciò che serve per disputare partite importanti contro qualsiasi avversario.

Dal canto nostro, dovremo raddoppiare l'attenzione: all'andata ci hanno condannato solo degli episodi nonostante una buona prestazione. Domani l'attenzione dovrà essere altissima; sarà una gara dispendiosa fisicamente, quindi dovremo essere pronti tutti, specialmente chi subentrerà.

I bergamaschi sono forti e possono segnare in ogni situazione: hanno gamba e sono micidiali nelle ripartenze, ma sfruttano bene anche la forza fisica su cross e palle inattive. Dovremo pensare a fare il nostro gioco, portando pressione per tutti i 97 minuti. Ci saranno fasi in cui dovremo restare chiusi e raccolti per non concedere spazio tra le linee ai loro trequartisti. Abbiamo lavorato bene: conosciamo i loro pregi, ma credo che non siamo da meno e di poterli contrastare adeguatamente».

Marco Turati si è soffermato sulla partita di Altamura, dove la squadra ha disputato una buona gara dominando per ampi tratti, ma ha dovuto cedere i tre punti all’avversario. Non si è riusciti a capitalizzare la gran mole di lavoro, mentre loro, con il minimo sforzo, hanno ottenuto il massimo.

«Nel secondo tempo dovevamo spingere veramente forte; purtroppo, un po’ perché siamo a fine campionato e un po’ per via di diversi episodi sfortunati, abbiamo più di qualche giocatore che non sta bene,” continua il mister azzurro. “Oggi non è importante chi scende in campo dal primo minuto, ma chi subentra. È fondamentale avere un atteggiamento propositivo e, soprattutto, prestare quell'attenzione necessaria a far sì che gli avversari creino il meno possibile, perché ultimamente stiamo pagando tutto a caro prezzo. Nella nostra rosa c'è sicuramente qualche ragazzo importante che non è al 100%, però, con grande senso di responsabilità, domani vogliono esserci tutti: mi hanno dato tutti grandissima disponibilità. Fino all'ultimo minuto non sapremo chi scegliere, ma sono sicuro che chiunque scenderà in campo sarà mentalizzato per fare una grandissima partita. In ogni gara creiamo molte occasioni da rete che nell’ultima settimana non abbiamo sfruttato; domani dovremo essere bravi a far sì che quelle situazioni positive si tramutino in gol».

Il tecnico aretuseo ha voluto elogiare i tifosi che, nonostante i problemi extra-calcistici, non hanno mai smesso di incitare la squadra:

«Devo dire che il pubblico ha sempre risposto presente, quindi è quasi superfluo fare un ulteriore appello. I tifosi mi hanno dato una grandissima soddisfazione, sono veramente magnifici. Nelle ultime due partite in casa sarà fondamentale mantenere l'atteggiamento aggressivo e propositivo mostrato nelle ultime settimane. Questo significa trascinare la gente e far sì che il nostro stadio diventi una bolgia; tutto, fondamentalmente, dipende da noi e vogliamo farcela.

Anche noi abbiamo notato che l'Atalanta, complice la posizione in classifica e la scarsa pressione esterna, gioca divertendosi. Sono sfide che possono offrire spunti offensivi, ma difensivamente dovremo fare una prestazione superba. Non parlo solo della linea a quattro, ma di tutta la squadra: loro giocano con entusiasmo, noi dovremo essere bravi e super concentrati per essere cattivi al punto giusto».

Turati ripercorre il cammino del Siracusa in un campionato segnato da problemi extra-calcistici.

«Quest'anno ci sono successe cose davvero strane. È frustrante che i punti ci siano stati tolti proprio nei nostri momenti migliori, costringendoci a rincorrere costantemente. Abbiamo dovuto gestire le prestazioni in campo senza farci condizionare dalle vicende societarie. Ai ragazzi ho sempre detto di non guardare all'esterno; a quattro giornate dalla fine è normale sbirciare la classifica, ma dobbiamo restare concentrati. È stata una settimana difficile: dopo la penalizzazione è arrivata la grande prova contro l'Altamura. A fine primo tempo ero incredulo: il mio portiere non aveva ancora toccato palla, eppure eravamo sotto di un gol. In un'annata così storta, dobbiamo solo pensare a fare il nostro dovere».


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