Siracusa, dopo la retrocessione scatta l'allarme iscrizione. In arrivo nuovi punti di penalizzazione?
Il futuro del Siracusa Calcio (retrocesso in Serie D) è appeso a un filo sottilissimo, diviso tra le aule del Tribunale di Siracusa e una trattativa societaria che stenta a decollare. La stagione 2026/2027 si preannuncia in salita ancor prima di iniziare: la società dovrà scontare almeno sei punti di penalizzazione, sanzione quasi certa a seguito dei nuovi deferimenti del Tribunale Federale Nazionale (TFN) per il mancato pagamento di stipendi e contributi relativi a gennaio/febbraio 2026.
Dopo la scure degli undici punti di penalizzazione inflitti nel campionato appena concluso, la recidiva comporterà una ulteriore riduzione in classifica per il prossimo campionato. Il destino immediato, tuttavia, si gioca sul piano amministrativo. Il giudice delegato è in attesa della documentazione contabile completa per definire l'entità dell'esposizione debitoria, stimata intorno ai 2,5 milioni di euro. Sebbene a metà aprile sia stato evitato il fallimento immediato, il rischio di una nuova istanza di liquidazione giudiziale resta concreto, con il tempo che gioca a sfavore della proprietà attuale.
Nel caos che regna intorno alla società Siracusa Calcio, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha confermato l'esistenza di interlocuzioni con potenziali nuovi acquirenti, parlando di "interessamenti concreti" necessari a garantire la continuità sportiva. Tuttavia, il riserbo della proprietà attuale sta complicando le operazioni. Sul tavolo restano le indiscrezioni che portano a cordate locali o a imprenditori provenienti dall'area capitolina, ma senza un passaggio di consegne formale e rapido, il club rischia di non iscriversi al prossimo campionato perché i tempi si fanno sempre più brevi.
. La società deve sanare le posizioni debitorie prima di poter sperare in una ripartenza; il quadro resta in continua evoluzione e necessita di una svolta societaria definitiva per evitare la scomparsa del calcio in città.
Il problema vero è il lasso di tempo che resta per iscriversi alla Serie D. Bisogna essere in regola entro fine giugno o, al massimo, i primi di luglio. Se entro quella data non arriva un nuovo proprietario o un piano di rientro approvato dal giudice, la squadra resterà fuori dal campionato.
La mancanza di una cifra definitiva e certificata sul debito totale è quasi sempre il vero motivo per cui le trattative di vendita restano in una fase di stallo o non si concretizzano mai. Il rischio concreto è la radiazione: la fine della nostra storia calcistica."