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«Siamo in piena emergenza, in difesa mancheranno in tre» : l'allarme di Marino verso Triestina-Cittadella

di Redazione Notiziario del Calcio

La Triestina si avvicina alla delicata sfida casalinga contro il Cittadella con il fiato corto e una rosa decimata dalle assenze. Il tecnico Giuseppe Marino, nel presentare il match in programma allo stadio Nereo Rocco, non ha nascosto le oggettive difficoltà che stanno caratterizzando il momento del gruppo alabardato. Nonostante il calendario abbia concesso una tregua rispetto ai ritmi forsennati degli ultimi turni, la gestione delle forze resta il tema centrale in casa giuliana, soprattutto a causa di un'infermeria che continua a non svuotarsi.

L'allenatore ha sottolineato come l'unica nota lieta della settimana sia stata la possibilità di preparare l'incontro con una tempistica canonica, a differenza della scorsa settimana segnata da ben tre impegni ravvicinati. Tuttavia, Marino ha precisato che il maggior tempo a disposizione incide solo parzialmente quando le rotazioni sono ridotte all'osso: «Rispetto ai tre impegni della scorsa settimana, in questa c’è stato semplicemente l’aiuto di poter lavorare più giorni preparando un’unica partita, anche se purtroppo siamo in una situazione di emergenza».

Il lavoro dello staff tecnico si è concentrato nel dare sollievo a chi, finora, ha dovuto tirare la carretta senza sosta, cercando di preservare le poche energie rimaste. La situazione numerica resta però l'ostacolo principale per poter schierare la formazione ideale, portando Marino a una riflessione amara sulla profondità attuale della rosa: «La cosa positiva è il poter gestire un po’ di più le risorse e l’aver dato modo a chi è disponibile di rifiatare un minimo, ma a livello numerico la situazione in cui ci troviamo è particolare».

Uno dei casi più spinosi riguarda le condizioni di Vertainen, calciatore fondamentale ma ancora lontano dalla forma migliore. Il tecnico ha spiegato che il ragazzo necessita di un reinserimento graduale per evitare ricadute e per ritrovare l'intensità richiesta dal campionato. Il suo impiego non potrà dunque essere massiccio, almeno nell'immediato, come confermato dalle parole del mister: «Vertainen abbiamo visto la scorsa settimana che ha bisogno di tempo per recuperare ritmo gara, quindi il suo utilizzo al momento va centellinato e gestito».

Il vero e proprio rebus riguarda però il pacchetto arretrato, dove la Triestina dovrà fare a meno di tre pedine fondamentali contemporaneamente. Una voragine difensiva che costringerà Marino a soluzioni d'emergenza o ad adattamenti tattici dell'ultimo minuto. Entrando nel dettaglio dei singoli infortunati, l'allenatore ha fornito un quadro clinico variegato, con tempi di recupero differenti che pesano come macigni sulle strategie per la sfida di domani.

Il tecnico ha infatti annunciato che «in difesa non avremo Silvestri, Silvestro ed Anton», spiegando poi che per Silvestri filtra un timido ottimismo per un rientro a breve, mentre per Silvestro il calvario sarà più lungo, con almeno altri quindici giorni di stop forzato. Ancora più nebulosa è la situazione che riguarda Anton, per il quale non è stato possibile stabilire una data certa per il ritorno in campo, lasciando lo staff tecnico in una sorta di attesa indefinita che complica i piani tattici.

Di fronte ci sarà un Cittadella che non ha bisogno di presentazioni e che arriverà al Rocco con l'intento di sfruttare il momento di debolezza dei padroni di casa. Marino riconosce il valore assoluto della compagine avversaria, dotata di un organico profondo e di qualità, ma non per questo si dà per vinto in partenza. La parola d'ordine resta la resilienza, con la speranza che chi scenderà in campo possa sopperire alle assenze con il carattere e l'orgoglio.

L'obiettivo dichiarato è quello di gettare il cuore oltre l'ostacolo nonostante le premesse non siano delle migliori. Il tecnico ha concluso la sua analisi ribadendo la stima per l'avversario ma chiedendo ai suoi il massimo sforzo possibile: «Domani affronteremo una squadra che dispone di un organico importante, sappiamo il livello degli avversari che avremo di fronte e proveremo quindi a fare del nostro meglio», sigillando così una vigilia carica di tensione ma anche di voglia di riscatto.


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