.

Serie C, Signorelli: «Vicenza e Benevento hanno meritato la promozione»

di Marco Pompeo

Il campionato di Serie C si avvia verso la conclusione e le gerarchie dei tre gironi appaiono ormai delineate. Elio Signorelli, interpellato da TuttoC, ha offerto una panoramica approfondita sulle dinamiche della stagione, soffermandosi sui successi delle capoliste, sulle situazioni critiche di alcune piazze storiche e sulle prospettive per playoff e playout.

Il Vicenza ha conquistato il campionato, mentre il Benevento è ormai vicinissimo al traguardo. Secondo Signorelli, entrambe le squadre hanno costruito il proprio successo su basi solide. "Vicenza è giusto che sia salito di categoria, perché dopo i grandi investimenti fatti dal presidente era giusto che potesse vincere. Hanno preso Giorgio Zamuner, inoltre un allenatore che in questo momento è un vincente nella categoria, e hanno investito su giocatori giusti: tutto questo è stato premiato", ha dichiarato l'esperto.

Anche per il Benevento, il percorso verso la promozione è stato caratterizzato da scelte strategiche mirate. "Anche il Benevento ha avuto una proprietà forte e Marcello Carli come direttore sportivo, che credo sia un grande conoscitore di calcio, uno che lavora in silenzio senza mettersi in mostra. Tutto questo alla fine ha portato al risultato", ha spiegato Signorelli, aggiungendo però una precisazione importante: "anche se bisogna dire che parte del successo è derivato da scelte sbagliate da parte di Catania e Salernitana, che hanno permesso al Benevento di vincere e di festeggiare la vittoria con qualche giornata d'anticipo".

Uno degli snodi cruciali della stagione riguarda la lotta per la promozione diretta, con l'Arezzo protagonista di un finale thrilling grazie a un rigore decisivo ottenuto all'ultimo respiro. Signorelli ritiene che questo epilogo possa avere ripercussioni psicologiche importanti. "L'Arezzo può pagare lo scotto della partita ultima perché a mio avviso, visto la piazza potrà portare stimoli a questa squadra che ieri ha fatto una partita intelligente senza rischiare di perderla e alla fine ha trovato questo rigore che gli ha dato ai tre punti quindi in questo momento mi sento di dire che l'Ascoli nonostante l'Arezzo sia in vantaggio può arrivare in fondo", ha osservato, lasciando intendere che la tensione accumulata potrebbe giocare a favore dell'Ascoli.

Uno dei temi più delicati toccati da Signorelli riguarda la situazione del Trapani, diventata emblematica di una certa gestione societaria caratterizzata da grande visibilità mediatica ma scarsi risultati sul campo. "Situazione Trapani assurda perché a mio avviso tutti i proclami fatti da questa proprietà, tutta questa voglia di apparire fanno pensare, sicuramente sono in dubbio sul comportamento. Io non vedo Vigorito che fa che reel di continuo non vedo Rossi che fa altro, gli imprenditori lavorano in silenzio e si lavora, si condivide le cose coi direttori. Quindi non lo so sicuramente qualcosa poteva fa pensare nel modo peggiore quindi oggi siamo in una situazione veramente drammatica e Trapani non lo merita", ha affermato senza mezzi termini.

Il contrasto tracciato da Signorelli è netto: da una parte presidenti che ricercano costantemente l'attenzione sui social media, dall'altra figure imprenditoriali di stampo tradizionale che privilegiano il lavoro concreto e discreto. Una distinzione che, secondo l'analista, fa la differenza tra progetti solidi e iniziative destinate al fallimento.

La Triestina è già matematicamente retrocessa, mentre il Pontedera si trova in zona rossa. Signorelli ha espresso preoccupazione per entrambe le situazioni, pur con sfumature diverse. "La situazione della Triestina non è delle migliori: la proprietà non è stabile, e queste proprietà straniere che arrivano, a mio avviso, non danno garanzie. Basta vedere i fatti. Ripeto, Rosso o Vigorito sono presidenti di vecchio stampo, che non vengono qui solo per costruire lo stadio o per i propri interessi, ma sono persone legate al territorio, che amano il loro club di appartenenza e la propria proprietà", ha dichiarato.

Per quanto riguarda il Pontedera, Signorelli ha espresso rammarico per la conclusione di un ciclo positivo. "A Pontedera, spiace dirlo, è finito un ciclo: la squadra ritorna dove per molti anni ha militato. È un peccato, perché Pontedera era una realtà davvero bella, dove si poteva fare calcio senza grandi pressioni, e dispiace che adesso sia tornata in quella situazione", ha osservato, sottolineando come alcune piazze minori rappresentino contesti ideali per sviluppare progetti tecnici senza l'assillo costante dei risultati immediati.

Guardando ai playoff, Signorelli non ha indicato una favorita precisa, sottolineando invece l'aleatorietà intrinseca di questa fase della competizione. "Play off sono una lotteria parteciperanno tanti club importanti ma purtroppo solo una ne esce e nei play out ci sta che una squadra di nome possa restare intrappolata", ha affermato, evidenziando come anche società blasonate possano trovarsi in difficoltà nei playout.

Per quanto riguarda le squadre meglio posizionate nella corsa alla permanenza in categoria, Signorelli ha individuato tre formazioni in particolare, una per ciascun girone. "Vedo nella Dolomiti Bellunesi un progetto serio e a lungo termine, direi che il passaggio alla permanenza nella categoria è cosa fatta. Nel Girone B la Torres con Greco è una squadra in forma. Nel Girone C sicuramente il Picerno per il gioco espresso potrebbe essere la squadra designata", ha concluso.

L'analisi di Signorelli traccia un quadro complessivo della Serie C che va oltre i semplici risultati sportivi, evidenziando come la solidità delle proprietà, la competenza dirigenziale e un approccio metodico al lavoro rappresentino gli ingredienti fondamentali per il successo, mentre la ricerca della visibilità fine a se stessa rischia di rivelarsi controproducente. Un monito che suona particolarmente attuale in un'epoca in cui i social media hanno modificato profondamente le dinamiche comunicative del mondo del calcio.


Altre notizie
PUBBLICITÀ