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Serie C 2026-2027: il girone C sarà di nuovo una B2

di Nicolas Lopez

Il sipario sulla stagione corrente non è ancora calato, ma il Girone C di Serie C ha già disegnato i contorni di quello che si preannuncia come un altro campionato di straordinaria intensità competitiva. L'etichetta di "Serie B2", affibbiata al raggruppamento meridionale per la concentrazione di club di rango e bacini d'utenza importanti, rischia di restare cucita addosso anche al prossimo torneo.

Il principale elemento di novità è il ritorno del Bari tra le fila del girone. I galletti pugliesi, piazza di tradizione consolidata nel calcio italiano, vanno ad arricchire un parterre già di per sé notevole, che comprende Salernitana, Catania, Cosenza, Crotone e Casertana. Un gruppo di società che, per storia, tifoserie e struttura organizzativa, rappresenta l'ossatura di un campionato destinato a fare della qualità il proprio marchio distintivo.

A fare da contraltare all'entusiasmo per le new entry c'è però la grande assente: il Benevento. I sanniti, protagonisti indiscussi del recente percorso nel Girone C, hanno abbandonato la terza serie, lasciando un vuoto specifico nel panorama delle grandi piazze del Sud.

Accanto alle novità di spessore, il torneo potrà contare sulla presenza di un nutrito gruppo di formazioni che hanno saputo confermare la propria permanenza in categoria. Latina, Audace Cerignola, Monopoli, Giugliano, Team Altamura, Cavese, Picerno, Sorrento, Potenza e Casarano compongono una solida spina dorsale di realtà ormai rodate a questo livello. A queste si aggiunge con ogni probabilità una delle tre squadre Under 23 attualmente in organico — con l'Inter che figura tra i candidati più accreditati alla conferma.

Si tratta di un insieme eterogeneo ma funzionale: club capaci di esprimere calcio di qualità e di garantire quella continuità di progetto che, in un girone così competitivo, diventa spesso la variabile determinante tra una salvezza tranquilla e una rincorsa disperata ai playout.

Il quadro si completa con l'ingresso di tre società provenienti dalla quarta serie nazionale: Barletta, Savoia e Scafatese. Tre nomi che, ciascuno a proprio modo, portano con sé storia, identità territoriale e ambizioni di rilancio. La loro presenza contribuisce ad allargare ulteriormente la geografia del girone, aggiungendo ulteriori sfumature a un torneo già ricchissimo di stimoli.

Sullo sfondo rimane aperta una questione che potrebbe rimescolare le carte in maniera significativa: il futuro del Foggia. Il club rossonero, alle prese con le note difficoltà societarie, potrebbe essere riammesso in Serie C qualora la propria domanda d'iscrizione venisse accettata, andando eventualmente a sostituire una delle formazioni aventi diritto che non dovesse superare le verifiche federali. Un'incognita che tiene in sospeso l'intera composizione definitiva del girone e sulla quale si attende ancora una parola conclusiva dagli organi competenti.

Mettendo insieme tutti gli elementi — le big di ritorno, le confermate, le neo-promosse e la variabile Foggia — il Girone C 2026/2027 si candida con forza a replicare, se non addirittura a superare, il tasso di difficoltà di quello attuale. Gli ingredienti per un campionato di ferro ci sono tutti: piazze esigenti, rose competitive, pressioni ambientali elevate e uno spazio ristrettissimo per chi dovesse pagare dazio nei momenti cruciali della stagione.

Per allenatori e dirigenti che si apprestano ad affrontare questo percorso, la consapevolezza è già chiara: nel Girone C non esistono partite semplici, non esistono avversari da sottovalutare. Esiste soltanto la necessità di arrivare preparati a un torneo che, ancora una volta, si preannuncia come un autentico girone infernale.


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