«Se facciamo degli sforzi, dobbiamo farli tutti»: Foresti chiama a raccolta i tifosi per la semifinale
L'occasione è di quelle che possono segnare un’intera annata sportiva e la Ternana non vuole lasciare nulla al caso in vista della delicatissima sfida di Coppa Italia di Serie C. In un momento cruciale della stagione, la dirigenza rossoverde ha deciso di lanciare un segnale forte alla piazza, non solo attraverso le operazioni di calciomercato, ma anche con una politica di prezzi estremamente aggressiva per popolare le gradinate del Liberati nella semifinale di andata contro il Potenza. Durante la conferenza stampa di presentazione dell'ultimo arrivato, l'attaccante Giuseppe Panico, il direttore dell'area tecnica Diego Foresti ha voluto spostare l'attenzione sull'importanza del calore del pubblico, sottolineando come la società stia facendo la propria parte e ora si aspetti una risposta concreta dalla città.
Il club ha infatti ufficializzato tariffe simboliche per l'impegno di mercoledì pomeriggio: un biglietto unico a 6 euro per tutti i settori dello stadio che saranno aperti al pubblico, con un'ulteriore agevolazione a 3 euro per i ragazzi che non hanno ancora compiuto 14 anni. Un'iniziativa che Foresti ha spiegato con estrema chiarezza, legandola sia al momento tecnico della squadra che alla situazione sociale del territorio. Il direttore ha rimarcato che la scelta, condivisa con la presidenza, non ha finalità di lucro ma mira esclusivamente a creare un clima di appartenenza e sostegno attorno ai calciatori. «La società ha fatto un gesto importante nel prendere un giocatore così» ha esordito Foresti riferendosi all'acquisto di Panico, per poi proseguire: «Mercoledì c’è una semifinale importante. Abbiamo fatto dei prezzi popolarissimi. Con la presidente, abbiamo fatto questa iniziativa proprio per aprire le porte ai tifosi. Non tanto per gli incassi, quanto per i ragazzi che si giocano una fetta di stagione in una partita importante».
Il ragionamento del dirigente si è poi esteso alla realtà quotidiana che molti sostenitori stanno affrontando, dimostrando una spiccata sensibilità verso le difficoltà economiche attuali. Foresti non ha nascosto la consapevolezza del momento storico complesso, ribadendo che il ribasso dei prezzi è un modo per tendere la mano alla comunità ternana. «Lo abbiamo fatto per venire incontro alle persone e alle famiglie che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. Sappiamo che oggi è un periodo difficile per tutti» ha dichiarato con onestà. L'obiettivo dichiarato è quello di ricreare quell'atmosfera trascinante che ha storicamente caratterizzato l'impianto umbro, trasformandolo in un fortino capace di intimidire gli avversari e spronare i propri beniamini.
La visione di Foresti è quella di una simbiosi totale tra ambiente e squadra, un fronte comune necessario per superare l'ostacolo Potenza e ipotecare la finale. Il direttore tecnico ha espresso il desiderio profondo di rivedere una cornice di pubblico imponente, capace di fare la differenza a livello psicologico e agonistico. Secondo la sua analisi, il supporto dei tifosi sarebbe un valore aggiunto incalcolabile nel match di andata, specialmente in previsione di una gara di ritorno che si preannuncia infuocata. «Avere allo stadio qualche migliaio di persone, come ai vecchi tempi, sarebbe qualcosa di straordinario. Ci aspettiamo che i ternani vengano numerosi, per dare una mano a questa squadra. In un Liberati con qualche migliaio di persone, sarebbe una partita differente, per noi e per l’avversario» ha spiegato il dirigente.
La preoccupazione, o meglio la consapevolezza tattica, di Foresti riguarda infatti anche il secondo atto della sfida, che si giocherà in terra lucana. Il direttore conosce bene l'incisività delle tifoserie del sud e sa che il Potenza potrà contare su un ambiente caldissimo tra le mura amiche. Proprio per questo motivo, la Ternana deve sfruttare al massimo il fattore campo in questa prima frazione del confronto. «Andremo a giocare il ritorno a Potenza, in un catino nel quale il pubblico fa la differenza» ha ammonito Foresti, chiudendo il suo intervento con un richiamo alla responsabilità collettiva e all'unità di intenti che deve legare ogni componente del mondo rossoverde: «Se ci crediamo, dobbiamo crederci tutti. Se facciamo degli sforzi, dobbiamo farli tutti».