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«Se arriva una big per Tabbiani, non mi opporrò»: le rivelazioni di Giacca sul mercato del Trento

di Redazione Notiziario del Calcio

La delusione per l'uscita prematura dai playoff non appartiene al Trento di Giacca, almeno non nel senso letterale del termine. Ad analizzare lucidamente quanto accaduto dopo l'eliminazione con la Giana Erminio è stato lo stesso allenatore del club trentino, che ha voluto tracciare un confine preciso tra la frustrazione momentanea e una vera e propria perdita di fiducia nel progetto costruito.

«Delusione? Non la definirei in questo modo» ha affermato Giacca, tracciando subito le coordinate emotive della sua riflessione. «Nessuno può dimenticare il quinto posto che abbiamo conquistato nella regular season. C'è dispiacere naturalmente, perché il passaggio del turno era alla nostra portata e uscire così lascia certamente un sapore amaro. Però quando penso a tutto quello che abbiamo fatto durante questa stagione, allora non posso dirmi deluso. Quella parola non mi appartiene in questo momento».

L'analisi dell'accaduto va oltre il semplice rammarico. Giacca riconosce come l'inexperienza di alcuni elementi della rosa abbia giocato un ruolo nelle difficoltà riscontrate nel doppio confronto con gli lombardi. Tuttavia, la questione si rivela più complessa rispetto a una semplice questione anagrafica del gruppo.

«Siamo una squadra giovane e questo probabilmente ha influito, ma devo essere onesto: i giocatori che mi sono sembrati più in difficoltà erano proprio quelli con più esperienza alle spalle» prosegue l'allenatore. «La Giana Erminio ha meritato il passaggio del turno perché il loro tecnico ha preparato magnificamente la gara. Il loro modulo ha annullato il nostro gioco e noi non siamo riusciti a trovare le contromisure adeguate».

La capacità di riconoscere i meriti avversari testimonia come Giacca non cerchi alibi, ma piuttosto una visione obiettiva di quanto occorso. E questa chiarezza caratterizza anche lo sguardo rivolto al futuro della società.

La questione legata a Tabbiani, tra i nomi più luminosi della stagione, rimane aperta ma con contorni definiti. L'agente del giocatore e la dirigenza gialloblu hanno già avuto modo di confrontarsi, stabilendo di fatto una linea di condotta.

«Se dovesse arrivare una proposta da una big, non ci opporremo alla sua partenza» spiega Giacca, mostrando generosità verso le ambizioni dell'atleta. «Anzi, per i progetti che lo attirano, mi auguro sinceramente che si accorgano di quanto è veramente bravo. Nel caso opposto, proseguiremo naturalmente insieme». Questo atteggiamento denota da parte della società una consapevolezza piena del valore dell'elemento, unita a una visione matura dei rapporti professionali nel calcio contemporaneo.

Sul fronte delle conferme, invece, il discorso non lascia margini di incertezza. Luca Piazzi continua a svolgere «un lavoro eccellente» e Moreno Zocchi beneficia di una stima totale da parte del mister. «Per me Zocchi è confermatissimo» dichiara Giacca, tracciando una linea netta sulla permanenza del direttore sportivo.

Il focus dell'ambizione, almeno a livello dichiarativo, si sposta con decisione verso la prossima stagione e il campionato di categoria superiore. L'intenzione è quella di assemblare un organico all'altezza delle sfide che la Serie B proporrà.

«Vogliamo costruire una squadra davvero competitiva per la B nella prossima stagione» afferma con chiarezza Giacca. «Non ho mai detto che vinceremo il campionato, ma che proveremo a giocarcela contro le migliori squadre. Questo è il nostro obiettivo».

A completare il quadro di queste ambizioni crescenti arriva l'annuncio relativo a movimenti societari importanti. La dirigenza ha in programma, entro il termine della settimana in corso, l'ufficializzazione di nuovi ingressi nel pacchetto azionario della società.

«Si tratta di un passo molto importante che volevamo compiere da tempo» sottolinea Giacca. «Questi nuovi arrivi ci consentiranno di irrobustire ulteriormente il nostro gruppo dirigente, che rimane sempre un gruppo di amici con l'obiettivo comune di fare grande il Trento». Un messaggio che unisce solidità gestionale e continuità nell'anima del progetto, dove l'elemento relazionale mantiene centralità accanto alle ambizioni sportive concrete.


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