Salernitana, Cosmi: «Un sogno interrotto, ma nessun rimpianto»
La corsa della Salernitana si ferma al penultimo atto. La sconfitta sul campo del "Rigamonti" contro l'Union Brescia chiude il cammino playoff dei granata, e Serse Cosmi — amareggiato ma con la consueta lucidità — ne fa un bilancio senza sconti né alibi, ai microfoni di Liratv.
"Era una serata da dentro o fuori e purtroppo si interrompe un sogno. Con calma e lucidità non posso rimproverare nulla alla squadra, non solo per questa partita ma per tutto il percorso fatto nei playoff. Non perdevamo dalla gara interna con il Benevento", ha dichiarato il tecnico umbro a margine dell'incontro.
A condizionare pesantemente l'andamento della semifinale è stato un avvio di gara quanto mai complicato. Cosmi non nasconde la difficoltà del momento: "Quattro errori nel primo minuto credo siano un record mondiale. Poi si è aggiunto anche l'infortunio del nostro portiere". Un avvio shock che ha inevitabilmente inciso sull'umore della squadra, pur senza spezzarne la reazione: "Da lì è subentrato un po' di nervosismo, ma successivamente la squadra ha giocato anche meglio".
In questo contesto, il tecnico ha speso parole di elogio per il portiere Brancolini, costretto a subentrare a freddo dopo il ko di Donnarumma in circostanze tutt'altro che agevoli: "Ha fatto un'ottima prova, non era semplice entrare subito in una partita così delicata".
Nonostante il risultato, Cosmi non ritiene che la sua squadra abbia demeritato sul piano del gioco. "Secondo me la partita l'abbiamo persa per episodi, non per la prestazione. Negli ultimi sedici metri ci è mancato qualcosa, Ferraris non era particolarmente ispirato. Ma non credo fossimo stanchi, anzi forse alla lunga lo era più il Brescia". Un'analisi che suona come una parziale assoluzione collettiva, pur riconoscendo le lacune emerse nella fase conclusiva.
Nel tentativo di ribaltare il risultato, l'allenatore ha esaurito tutte le risorse offensive a disposizione: "Ho messo in campo tutto quello che avevo offensivamente per cercare di riprenderla". Sul piano arbitrale, invece, toni distesi rispetto alle polemiche della gara d'andata: "Meglio questo arbitro rispetto a quello dell'andata".
A stagione conclusa, rimane aperta la questione legata alla permanenza di Cosmi sulla panchina granata. Il tecnico non si sbilancia, ma lascia trasparire un attaccamento genuino all'ambiente: "Io rimarrei anche per chiudere qui la carriera, ma è troppo presto per parlarne. C'è ancora una situazione societaria di stallo". Parole che fotografano un'incertezza che va ben oltre le scelte tecniche e che rimanda a dinamiche ancora irrisolte in seno alla società.
La chiusura del tecnico è dedicata interamente alla tifoseria, presente in numero significativo anche in trasferta a Brescia. E in questo frangente Cosmi abbandona ogni distacco professionale, lasciando spazio a una commozione autentica: "A loro posso solo dire grazie. Mi spiace soprattutto non essere riusciti a regalare un sogno a questa gente, dopo quello che ha patito negli ultimi due anni. Ho visto lacrime vere negli occhi dei miei giocatori. Avrei voluto portare la mia nipotina sotto la curva nella finale".
Un'immagine, quella della nipotina mai portata sotto la curva, che racchiude forse meglio di ogni altra parola il senso di ciò che poteva essere e non è stato. La Salernitana si ferma a un passo dalla finale, con la consapevolezza di aver disputato un percorso playoff di valore, e con un allenatore che — qualunque cosa accada — ha lasciato il segno.