.

Pro Patria nel baratro, Turotti spara a zero: «Campionato vergognoso, siamo retrocessi con la personalità di un criceto»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il sipario cala nel modo più doloroso sulla stagione della Pro Patria, che dopo la sconfitta contro l'Arzignano Valchiampo deve ufficializzare il ritorno tra i dilettanti. Al termine della sfida, visibilmente scosso e amareggiato, il direttore sportivo Sandro Turotti ha preso la parola in sala stampa per un'analisi che non ha risparmiato nessuno. «Ho ritenuto doveroso presentarmi qui per commentare quanto accaduto al termine di questa partita e di questa annata» ha esordito il dirigente.

«Dodici mesi fa ero venuto a metterci la faccia perché quella stagione rientrava nel percorso naturale di un club che, in questi otto anni di Serie C, è stato l’Empoli della categoria, anche se a Busto Arsizio talvolta si fatica a comprenderlo» ha proseguito Turotti, tracciando un bilancio della sua esperienza. «Ci sta che si possa scivolare quando si vive sempre sul filo del rasoio, ma oggi il discorso è radicalmente diverso rispetto al passato».

«Questa volta non vengo qui a metterci la faccia per conto di tutti, ma vengo perché ritengo che in molti dovrebbero trovarsi al mio fianco in questo momento» ha incalzato il direttore sportivo con toni durissimi. «Purtroppo questa squadra ha portato a termine un campionato vergognoso, restando ultima praticamente dal fischio d'inizio fino alla fine e retrocedendo con un turno d'anticipo. È qualcosa di inammissibile».

Il direttore sportivo ha cercato di dare una spiegazione tecnica e caratteriale a un crollo che definisce inspiegabile guardando ai valori della rosa. «Sento questa situazione come un fallimento personale, perché non ha senso finire così. Per me questo gruppo ha un valore tecnico tale da poter occupare tranquillamente una posizione tra il dodicesimo e il tredicesimo posto, o al massimo rischiare i playout se le cose vanno male».

«La colpa non è di questo o quel calciatore come sostengono i sapientoni, perché capita ogni anno che qualcuno non renda secondo le aspettative» ha sottolineato Turotti analizzando i mali interni dello spogliatoio. «Qui il problema è stato un insieme di fattori negativi. Questa squadra è nata sotto il segno della presunzione e, purtroppo, è retrocessa rimanendo presuntuosa, mostrando una personalità da criceto. Questa è la verità più amara da accettare».

Il messaggio rivolto all'ambiente è un invito alla riflessione e, per certi versi, un'ammissione di colpa collettiva. «Provo un grande dispiacere e spero che in futuro tutte le componenti che ruotano attorno alla Pro Patria provino un po' di vergogna, esattamente come mi vergogno io oggi. Solo così ognuno di noi potrà migliorare. Per quanto mi riguarda, chiuderò la stagione a livello burocratico, ma il mio rapporto con la società si conclude praticamente con la giornata odierna».

Un pensiero colmo di affetto e stima è stato poi dedicato alla proprietà, difesa con forza dagli attacchi esterni. «Mi addolora molto la situazione per Patrizia Testa e per la sua famiglia. Avendo vissuto la presidenza da vicino per dieci anni, posso dire che per otto ha operato in modo eccellente e non merita affatto il trattamento che le è stato riservato ultimamente. Mentre tante realtà vicine navigano tra Eccellenza e dilettanti, lei ha reso orgogliosi i cittadini portandoli tra i professionisti».

«È andata male, ma questo merito va riconosciuto senza discussioni. Le offese personali non sono giustificabili; si può fischiare una squadra che perde, ma il rispetto verso la persona non dovrebbe mai venire meno» ha rimarcato il DS. «Chi insulta oggi la presidente farebbe bene a esercitare la memoria e ricordare tutto ciò che ha fatto per questo club negli anni migliori».

Infine, Turotti ha voluto congedarsi con i ringraziamenti di rito, pur nell'amarezza del momento. «Ringrazio Luca Bassi, arrivato da poco con grande passione e voglia di investire a Busto Arsizio, e rivolgo un saluto ai tifosi, in particolare al gruppo della Curva. Loro hanno sofferto moltissimo negli ultimi due anni, non solo per le vicende di campo ma anche per fatti extracalcistici. Meritavano decisamente un epilogo differente».


Altre notizie
PUBBLICITÀ