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Potenza, De Giorgio avvisa tutti: «Siamo la mina vagante dei playoff, vogliamo passare dalle parole ai fatti»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il sipario sulla stagione regolare del Potenza si è abbassato con un pareggio pirotecnico contro il Monopoli, una sfida che ha offerto gol, parate decisive e un finale in crescendo. Nonostante qualche esperimento difensivo abbia concesso inizialmente il fianco agli avversari, il tecnico Pietro De Giorgio promuove la prestazione complessiva dei suoi uomini, sottolineando la crescita atletica del gruppo in vista degli spareggi.

«Credo che abbiamo fatto anche una buona partita. Tranne i primi 15 minuti, in cui sia Kirwan che Bura non hanno preso bene le misure e abbiamo concesso un uno contro uno col portiere, cosa che non facciamo mai. Soprattutto nel secondo tempo siamo stati tanto tempo nella metà campo avversaria e abbiamo creato veramente tanto. Usciamo da quest’ultima partita con sensazioni positive perché abbiamo dato minutaggio a chi ne aveva bisogno».

La gestione della rosa è stata chirurgica per evitare rischi inutili e recuperare pedine fondamentali per la fase calda della stagione, permettendo al mister di guardare alla panchina con rinnovata fiducia.

«Abbiamo dato spazio a Bura, che veniva da una settimana di virus intestinale, e a Delle Monache che aveva avuto un piccolo problema, mentre abbiamo fermato Schimmenti per un affaticamento al flessore dovuto ai carichi di queste due settimane. Hanno giocato Mazzeo, è rientrato Erradi, ha giocato Maisto. È stato un bel banco di prova per arrivare alla fine del campionato con tutti a regime: sette centrocampisti in piena forma e gli attaccanti che stanno bene».

La soddisfazione di De Giorgio passa anche per la gestione dei singoli e per una ritrovata solidità tra i pali, elemento che spesso era mancato a causa di episodi sfortunati o prodezze balistiche degli avversari.

«Abbiamo preservato anche Camigliano, che aveva un problema alla spalla ma sta lavorando senza contatto, e abbiamo evitato la squalifica a Riggio. Sono contento soprattutto della qualità del secondo tempo: abbiamo fatto degli sviluppi veramente interessanti contro una squadra ben organizzata in fase di non possesso. Peccato perché nel secondo tempo meritavamo qualcosa in più. Abbiamo avuto diverse occasioni per fare gol. Sono contento anche perché finalmente ho visto Cucchietti parare: non vediamo spesso il portiere impegnato in tante parate, visto che spesso abbiamo subito gol incredibili o eurogol».

Il tecnico lucano vede una squadra pronta al grande salto, fiera del lavoro svolto quotidianamente sul campo e capace di trasformare il sudore degli allenamenti in prestazioni di sostanza.

«Ripeto, sono contento perché siamo arrivati a fine campionato con quello che ci eravamo prefissati: una squadra che sta molto bene fisicamente, che ha lavorato bene e tutti al regime. Siamo riusciti, lavorando, a dare contenuto ai risultati, e questo fa sempre bene a qualsiasi squadra. Adesso viene il bello».

Dopo lo sforzo profuso, l'allenatore ha concesso un breve periodo di riposo per ricaricare le pile mentali, consapevole che i playoff richiederanno un dispendio di energie nervose senza precedenti.

«Il messaggio è stato quello di staccare completamente la spina: non guardare nessuna partita, stare tanto tempo con le famiglie e rilassarsi. Devono essere due o tre giorni di pieno relax. Da giovedì, quando rientriamo, piedi per terra, testa calata e nessun sorriso quando ci si allena. Fuori dal campo, negli spogliatoi, voglio che scherzino tra di loro. Ma il messaggio è stato chiaro: staccare perché ne abbiamo bisogno. Giovedì però dobbiamo arrivare qua con una voglia incredibile di iniziare questi playoff. Su due piedi mi sento di dire che ci arriviamo con la testa giusta, con la gamba giusta e con l’entusiasmo giusto».

Con 49 punti conquistati, il Potenza si ripresenta ai blocchi di partenza della post-season con l'etichetta di possibile sorpresa, un ruolo che De Giorgio accetta volentieri, rivendicando la bontà del percorso intrapreso dal club negli ultimi ventiquattro mesi.

«Lo dico da un po’ di tempo: in questi due anni abbiamo fatto un lavoro importante a Potenza, riconosciuto da tutti, soprattutto fuori Potenza. Si parla tanto del “modello Potenza”, non solo per i principi di gioco, ma anche della società, dell’ambiente, della tifoseria e della città. Abbiamo raggiunto obiettivi importanti. La bravura e anche un po’ di fortuna è stata quella di poter vincere anche un trofeo».

L'obiettivo ora è trasformare questa reputazione in risultati concreti, portando l'entusiasmo della piazza lucana fino alle fasi finali della competizione.

«Siamo la mina vagante, come è stato detto anche nel sorteggio di Coppa Italia. Non ci culliamo su questo. Dalle parole dobbiamo passare ai fatti. Abbiamo una voglia incredibile di continuare a fare bene senza farci distrarre. Il cammino fatto in questi due anni è molto importante non solo per il Potenza Calcio, non solo per i giocatori e per il mister, ma per tutto l’ambiente e la città di Potenza. Questa è la cosa che mi soddisfa di più: è stato un lavoro completo a 360 gradi, senza escludere nessuno. Continuo a dire che Potenza può essere un’isola felice anche per gli anni successivi, perché qua c’è tutto per fare calcio».


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