«Playoff battaglia infinita, non siamo in condizione: ora basta sognare» l'allarme di Ariedo Braida sul Ravenna
Il Ravenna si trova attualmente in una fase di transizione estremamente delicata, con il terzo posto in classifica ormai blindato ma la necessità di ritrovare quell'identità smarrita nelle ultime uscite. La matematica potrebbe presto ufficializzare il posizionamento dei giallorossi, ma la distanza siderale dalla vetta e dal secondo posto impone una riflessione profonda sulla gestione tecnica e psicologica del gruppo in vista degli spareggi promozione.
In questo scenario di incertezza, il vicepresidente Ariedo Braida è intervenuto sulle colonne del «Corriere Romagna» per tracciare la rotta, offrendo un'analisi intrisa di sano realismo e pragmatismo. «È un momento quello attuale nel quale siamo alla ricerca di un equilibrio da ritrovare stabilmente, il nuovo allenatore sta cercando di illustrare nuove conoscenze alla squadra e i giocatori debbono fare in modo di assimilarle velocemente capendo molto bene quello che va fatto» ha esordito il dirigente, richiamando la rosa alle proprie responsabilità.
Secondo Braida, il primo passo per uscire dall'impasse è guardare in faccia la realtà della classifica senza farsi distrarre da voli pindarici o rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato. Il dirigente ha evidenziato come la squadra abbia fallito l'appuntamento con la continuità proprio quando si trovava nelle posizioni di vertice. «La classifica dice che non dobbiamo più illuderci in alcun modo e quindi non bisogna pensare a cose sbagliate, abbiamo avuto per un periodo abbastanza lungo la possibilità di stare molto in alto, ma la realtà è che non siamo stati capaci di restarci» ha ammesso con schiettezza.
L'imperativo per il finale di stagione è dunque quello di abbandonare ogni velleità di rimonta impossibile per concentrarsi esclusivamente sulla preparazione atletica e mentale. Per l'esperto dirigente giallorosso, non è più il tempo delle speranze astratte, ma dell'azione concreta sul campo. «Adesso serve soprattutto essere realisti e non sognare, ma piuttosto rimetterci in pista e trovare soluzioni adatte per prepararci al meglio ai playoff» ha proseguito Braida, invocando «la massima umiltà e il rispetto del lavoro di tutti e della passione dei tifosi» in questo scorcio finale.
Il calendario del Ravenna presenta inoltre delle peculiarità che riducono ulteriormente i margini di manovra, considerando anche il turno di riposo forzato che attende la squadra. «Mancano cinque partite perché salteremo l’ultima e non ci sono margini di recupero su Arezzo e Ascoli, una squadra quest’ultima che in questo momento può anche provare a vincere il campionato» ha sottolineato il vicepresidente, spostando poi l'attenzione sulle dinamiche psicologiche che stanno interessando la lotta al vertice.
Proprio osservando le rivali, Braida ha analizzato le difficoltà di chi deve gestire la pressione del primo posto, sottolineando come l'Arezzo stia iniziando a mostrare il fianco. «I toscani infatti stanno sentendo un po’ il peso del primato e non hanno gestito ultimamente bene il carico delle emozioni e della responsabilità che si provano in certi momenti, verso la fine del campionato» ha spiegato, aggiungendo che «chi è in fuga deve essere abituato a questo per concludere vittorioso, chi insegue invece non ha nulla da perdere e ci prova».
Per il Ravenna, l'obiettivo primario resta quello di presentarsi alla post-season con una condizione fisica ottimale, elemento che al momento sembra mancare a causa di preoccupanti flessioni durante i novanta minuti. «Dobbiamo prepararci al nostro futuro perché i playoff saranno una battaglia infinita» ha avvertito Braida, non nascondendo le insidie di un percorso che vedrà i giallorossi entrare in scena direttamente al terzo turno, con il rischio di un calo di ritmo partita.
La preoccupazione principale riguarda la tenuta atletica complessiva, specialmente in vista dell'aumento delle temperature stagionali che caratterizzerà le sfide decisive. «È tutto aleatorio adesso, però dobbiamo trovare una grande condizione fisica, cosa che adesso non abbiamo perché ci sono dei cali che subentrano nel corso delle partite che giochiamo» ha concluso il dirigente, lanciando un ultimo monito: «con il caldo che inevitabilmente ci sarà nei playoff le gambe potrebbero appesantirsi, servirà arrivarci in grande condizione atletica».