.

Pineto, sette finali per il sogno. Tisci: "Vogliamo i play-off, ma non chiedeteci di avere la pressione delle big"

di Redazione Notiziario del Calcio

Il cammino del Pineto verso la post-season entra ufficialmente nella sua fase più calda e decisiva. A sette giornate dalla conclusione della stagione regolare, l’allenatore degli abruzzesi ha fatto il punto della situazione in vista dell’imminente sfida interna contro il Bra, un match che nasconde insidie non solo per il valore degli avversari, ma anche per una gestione delle risorse umane che si preannuncia complessa a causa di diverse defezioni.

La settimana di lavoro è stata caratterizzata da una meticolosa attenzione ai dettagli, con un focus particolare sulla tenuta psicologica del gruppo. Secondo il tecnico, la preparazione fisica è ormai consolidata dai mesi precedenti, mentre è la testa a fare la differenza in questo frangente: «abbiamo cercato di lavorare su quello che è l'aspetto mentale per cercare di non sprecare tante energie, perché le energie bisogna tenerle sempre per la partita del weekend».

L’obiettivo dichiarato rimane quello di ritagliarsi uno spazio importante nella griglia play-off, un traguardo che darebbe ulteriore lustro a un’annata già positiva. Tuttavia, il mister ci tiene a scaricare la pressione dai propri uomini, sottolineando come la classifica corta renda ogni posizione contendibile: «è bello vedere una classifica dove ci siano tante squadre a pari punti, credo che la voglia di giocarsi i play-off ci sia da parte di tutti, forse ci sono altre squadre che devono avere pressioni per dover stare lì davanti, non credo il Pineto».

Il finale di campionato si prospetta come un vero e proprio torneo a sé stante, dove i valori tecnici spesso si mescolano alle motivazioni di chi lotta per obiettivi diametralmente opposti. La consapevolezza in casa biancazzurra è che non esistano partite scontate, specialmente contro formazioni che, come il Bra, arriveranno in Abruzzo con il coltello tra i denti per strappare punti vitali in ottica salvezza.

Sul fronte delle disponibilità, la squadra si presenta ai nastri di partenza del weekend con gli uomini contati in difesa. Nonostante il recupero di alcuni elementi dai rispettivi infortuni o malanni stagionali, le scelte restano obbligate in alcuni reparti. Eppure, l’allenatore non mostra segni di cedimento: «a livello numerico siamo pochi ma non è quello che mi preoccupa, so che i miei ragazzi hanno sempre spinto al massimo, anzi lo hanno fatto ancora di più nei momenti di difficoltà».

Un tema centrale della discussione è stato l’apporto dei subentranti, che nelle ultime uscite hanno dimostrato di poter cambiare l’inerzia delle gare. La gestione dei cambi diventa quindi un’arma tattica fondamentale, figlia di valutazioni che vanno oltre la semplice prestazione del singolo: «a volte si dice come si fa a sostituire un giocatore che sta facendo bene, ma magari quello che sta facendo bene ha spinto tanto e ha finito le pile».

In vista della sfida con il Bra, l'analisi tattica si sposta su una squadra descritta come viva e dotata di un'identità precisa, nonostante una posizione di classifica che la vede attualmente invischiata nelle zone meno nobili. Per superare l'ostacolo, il Pineto dovrà fare affidamento sul fattore campo e sulla voglia di riscattare gli ultimi risultati meno brillanti, cercando di trasformare la rabbia per una sconfitta considerata immeritata in energia positiva.

Infine, uno sguardo al calendario e al clima che cambia. Con l'arrivo della primavera e il miglioramento delle condizioni dei terreni di gioco, il tecnico spera di poter esaltare le doti di rapidità e intensità dei suoi giocatori più tecnici. L'invito finale è quello di evitare calcoli matematici: «a me non piace mai fare le tabelle, quando le facevo da calciatore non ne azzeccavamo mai una, dobbiamo vivere queste ultime gare come un mini torneo».


Altre notizie
PUBBLICITÀ