Perugia, sospiro di sollievo per Faroni? Revocato il divieto di espatrio dopo la perquisizione
Svolta repentina nella vicenda giudiziaria che vede coinvolto Javier Faroni, attuale numero uno del Perugia. A poche ore dalla notifica che gli impediva di varcare i confini nazionali, il giudice argentino incaricato del caso ha deciso di revocare il divieto di espatrio nei confronti dell'imprenditore. Una decisione che arriva in un momento di estrema tensione, legato a una complessa indagine che scuote il mondo del calcio sudamericano.
Il provvedimento restrittivo era stato emesso nell'ambito di una vasta inchiesta condotta dalla Procura argentina, focalizzata su una presunta attività di riciclaggio di fondi riconducibile alla AFA, la federazione calcistica nazionale. Secondo le tesi degli inquirenti, mancherebbero all'appello circa 42 milioni di euro, cifre che sarebbero state sottratte alle casse federali invece di essere impiegate per le finalità istituzionali previste.
Parallelamente alla notifica del blocco, poi revocato, le autorità hanno dato corso a una serie di operazioni sul campo. La residenza di Faroni a Buenos Aires è stata oggetto di una minuziosa perquisizione da parte delle forze dell'ordine, alla ricerca di elementi utili a ricostruire i movimenti finanziari finiti sotto la lente d'ingrandimento della magistratura. Le attività di indagine non si sono limitate alla villa del presidente del Perugia, ma hanno interessato anche la sede centrale della stessa AFA.
Nonostante la possibilità di lasciare il suolo argentino dopo il via libera del giudice, la posizione di Javier Faroni resta monitorata. Il presidente del club umbro è atteso infatti da un appuntamento fondamentale per chiarire la propria posizione: il prossimo 19 gennaio dovrà presentarsi davanti al magistrato per la prima udienza ufficiale legata al suo presunto coinvolgimento nel dossier. Una data cerchiata in rosso che determinerà gli sviluppi futuri di una vicenda che intreccia i vertici del calcio argentino con il destino della società biancorossa.