Perugia, Garcia Borras frena sul cambio di proprietà: «Nessuna urgenza di vendere»
Il Perugia Calcio non è in vendita, o perlomeno non con la fretta che nelle ultime settimane i media sembrano volergli attribuire. A mettere in chiaro la posizione della società è il direttore generale Hernan Garcia Borras, intervenuto ai microfoni di Umbria Tv in occasione del Memorial Luciano Gaucci.
Garcia Borras ha voluto smontare pezzo per pezzo la narrativa che si è andata costruendo attorno a una presunta imminente cessione del club biancorosso. «Io ho fatto una conferenza stampa di un'ora e non ho mai detto che nei prossimi giorni ci sarà un passaggio di proprietà, è la stampa che ne parla», ha dichiarato il dirigente, precisando però di non aver mai escluso l'esistenza di contatti con potenziali acquirenti: «Mi dispiace per le aspettative che si sono generate, io non ho detto che non ci sono trattative, ho detto che non abbiamo urgenza di vendere e che non c'è nessuna data di scadenza per una trattativa».
Sul fronte operativo, le priorità del club sono ben definite. Nelle prossime settimane la società si concentrerà dapprima sulla firma della convenzione con il Comune di Perugia relativa allo stadio, per poi rivolgere l'attenzione alla fideiussione, indicata dallo stesso Garcia Borras come «la cosa principale ora».
Il direttore generale ha inoltre toccato il tema della figura del direttore sportivo, attualmente assente nell'organigramma del Grifo in attesa che si definisca un accordo con Riccardo Gaucci. Una situazione che, a suo dire, accomuna il Perugia ad altre realtà del panorama calcistico italiano: «Io parlo con la Sampdoria, col Carpi, col Campobasso e non c'è il direttore sportivo». Pur riconoscendo la difficoltà del momento, Garcia Borras ha tuttavia sottolineato ciò che a suo avviso distingue il club umbro: «La nostra situazione è simile perché in questo momento neanche noi abbiamo un ds, ma la differenza è che noi abbiamo un imprenditore serio che, finora, ha sempre rispettato tutte le scadenze».
Un messaggio di stabilità e continuità, dunque, quello lanciato dalla dirigenza perugina, in un momento in cui l'ambiente intorno alla squadra sembrava attraversato da più di qualche incertezza.