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Perugia, Borras rompe il silenzio: «Aperti a tutte le soluzioni, ma Faroni non ha ricevuto offerte»

di Redazione Notiziario del Calcio

Dopo giorni di indiscrezioni e tensioni, il direttore generale del Perugia, Hernan Garcia Borras, ha preso la parola presso il San Gallo Palace Hotel per chiarire i contorni di una situazione societaria che appare sempre più fluida. Il dirigente ha voluto immediatamente sgombrare il campo dalle polemiche personali riguardanti la sua recente assenza.

«Sono costretto a fare questa conferenza perché tante voci sono circolate. Mi hanno attaccato sistematicamente e si è oltrepassato il limite. Non ero in nessuna missione, ero in Spagna pur lavorando tutti i giorni. Volevo stare con la famiglia. Non ho incontrato Faroni e non ho nulla da nascondere», ha esordito Borras, visibilmente amareggiato per le ricostruzioni giornalistiche.

Il direttore ha poi difeso la gestione finanziaria del club, rivendicando la regolarità dei pagamenti in un panorama calcistico difficile: «Siamo stati onesti e abbiamo pagato tutti. Sono fallite quattro società nel nostro girone, non ce lo dimentichiamo. Il presidente parlava di sostenibilità e noi paghiamo tutti e questo non lo può negare nessuno».

Sul fronte delle responsabilità tecniche, Borras non si è nascosto, puntando però il dito su alcuni errori del passato: «Faroni era preso dall'euforia. Meluso ha sbagliato. Ma sono io il principale responsabile e non voglio commettere lo stesso errore due volte. Abbiamo assunto un direttore sportivo che ha guadagnato tanto».

Analizzando la gestione della rosa attuale, il dg ha espresso perplessità su alcune scelte di mercato e sui costi di gestione dei singoli profili: «Serve intelligenza anche se nel secondo semestre è aumentato il budget nella spesa dei giocatori che non hanno giocato. Il più economico costava 20 euro a minuto, è un dato di fatto».

Per quanto riguarda il futuro immediato, il Perugia sembra avere già una data di partenza e una guida tecnica definita, nonostante i dubbi della piazza: «Tutto è definito per il prossimo anno. Il 13 luglio iniziamo il ritiro. Vogliamo che Tedesco resti, mancano due giorni per confermarlo. Ha fatto un grande lavoro, era arrivato come un vigile del fuoco».

Novità importanti riguardano anche l'organigramma societario e la possibile ricerca di soci o acquirenti, smentendo però l'arrivo di nuovi presidenti: «Non abbiamo ricevuto nessuna offerta. Siamo aperti a tutte le soluzioni migliori per il Perugia Calcio. Antonini non sarà presidente. Faroni? Ci parlo spesso, un episodio importante lo avrebbe allontanato ma restiamo in contatto».

Il mercato sarà condizionato dalla necessità di abbassare il monte ingaggi: «Il mercato inizia lunedì. Oggi dobbiamo mandare via i calciatori fuori dai parametri salariali. Questa è la nuova realtà del calcio italiano. Riccardo potrebbe avere il titolo di ds, altrimenti lo terrò io o prenderemo qualcuno dell'ambiente perugino».

Borras ha poi toccato il tasto dolente del rapporto con alcuni calciatori e con i tifosi: «I tifosi possono contestare tranquillamente, la responsabilità è nostra. Mi ferma la polizia per dirmi di prendere un trequartista, ma bisogna starci vicino anche criticando. Con Angella e Dell'orco ci si sta comportando in modo ingiusto, sono grandi professionisti».

Infine, una rivelazione amara sul giovane Bacchin e sul futuro del vivaio, che resta la risorsa principale del club: «Bacchin ha avuto un'offerta a febbraio e non ha firmato. Fosse stato per Faroni non avrebbe giocato nemmeno un minuto. Puntiamo sui giovani pronti per la prima squadra, questo vuol dire tanto per il budget».


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