Pergolettese, Lambrughi: «A Cittadella sarà una montagna da scalare, ma andremo lì a giocarci le nostre carte»
Nonostante l’amarezza per l’ultimo insuccesso maturato contro il Lumezzane, in casa della squadra si prova a guardare il bicchiere mezzo pieno, aggrappandosi a quanto di buono mostrato nella prima parte dell'ultimo incontro. È questa la filosofia espressa da Alessandro Lambrughi, che ha analizzato il momento delicato del gruppo sottolineando come l’approccio iniziale dell’ultima sfida debba diventare lo standard per il futuro. Il difensore ha ammesso che la priorità attuale è l'estensione della tenuta fisica e mentale durante i novanta minuti, spiegando che l'obiettivo è «cercare di portare quei 30 minuti a 60, lavorando tutti i giorni». Non si tratta di un compito immediato, ma di un percorso necessario per alzare il livello delle prestazioni e ritrovare quell'identità di gioco che si è vista solo a tratti.
Il confronto con lo staff tecnico è stato immediato e costruttivo all'indomani della sconfitta. Lambrughi ha svelato come l'allenatore abbia tracciato una rotta ben precisa, basata esclusivamente sul sacrificio quotidiano sul campo di allenamento. «Anche il mister ci ha detto che non conosce altre strade se non quella del lavoro», ha ribadito il calciatore, confermando che dopo il match contro il Lumezzane l'indicazione ricevuta è stata quella di evitare distrazioni e di «dedicarsi esclusivamente a concentrarsi sul lavoro e prepararci al massimo». Si respira dunque un clima di grande applicazione, dove l'unica ricetta per uscire dal tunnel sembra essere l'intensificazione degli sforzi atletici e tattici.
Inevitabilmente, la prolungata assenza di vittorie sta iniziando a farsi sentire anche sotto il profilo emotivo. Il peso dei punti che mancano si riflette sull'umore dello spogliatoio, rendendo ogni impegno agonistico più gravoso del normale. Lambrughi non ha nascosto che, «sicuramente dal punto di vista psicologico è normale che sia così», ravvisando una certa «pesantezza» generale dovuta al periodo di astinenza dal successo. Tuttavia, la ricetta per sbloccare questa situazione di stallo rimane la medesima: non esistono formule magiche o soluzioni rapide, ma occorre «cercare di fare di più di quello che abbiamo fatto fino ad ora» per invertire la tendenza e ritrovare la necessaria serenità.
Lo sguardo ora è rivolto alla prossima, proibitiva trasferta che vedrà la squadra impegnata sul terreno del Cittadella. Si tratta di una sfida dal sapore particolare, poiché all'andata arrivò un successo, ma da quel momento la compagine granata ha cambiato marcia, confermando le proprie ambizioni di alta classifica dopo la retrocessione della passata stagione. Lambrughi è consapevole della caratura dell'avversario e non usa mezzi termini per descrivere l'impegno che attende i suoi compagni, definendo il confronto come «una montagna da scalare» data la forza di una rosa costruita esplicitamente per tentare il salto di categoria e tornare prontamente in Serie B.
Nonostante il divario tecnico e di classifica, la squadra non ha intenzione di presentarsi all'appuntamento come una vittima sacrificale. Il piano è quello di sfruttare ogni minima opportunità, facendo leva sulla preparazione accurata svolta durante la settimana. «Sappiamo che è una squadra forte per la categoria, ma andremo a Cittadella a giocarci le nostre carte», ha assicurato il difensore, promettendo battaglia e garantendo che il gruppo utilizzerà ogni arma a propria disposizione per mettere in crisi i padroni di casa. La volontà è quella di dimostrare che, pur tra mille difficoltà, lo spirito combattivo della squadra è intatto e pronto a sfidare anche i pronostici più avversi.