«Pareggio giusto, punto guadagnato su un campo difficile»: l'analisi di Cristian Bucchi dopo Guidonia-Arezzo
Il post-partita della sfida tra Guidonia Montecelio e Arezzo ha visto un Cristian Bucchi sereno ma estremamente lucido nell'analizzare una gara che, per come si era messa, avrebbe potuto riservare brutte sorprese alla capolista. Il tecnico amaranto ha voluto sgombrare subito il campo da ogni dubbio circa il valore del risultato ottenuto, definendo il pareggio come un punto guadagnato piuttosto che due persi, specialmente alla luce dell'andamento dei novanta minuti.
«È un punto guadagnato perché bisogna guardare l'andamento della gara», ha esordito il mister, ricordando come l'occasione più nitida del match sia stata il calcio di rigore concesso ai padroni di casa. In quel frangente, la parata di Venturi è stata decisiva per mantenere l'equilibrio e permettere alla squadra di restare in carreggiata in una partita caratterizzata da un fortissimo agonismo e da pochissime emozioni sotto porta.
Le difficoltà dell'incontro non sono state dettate solo dal valore del Guidonia, ma anche dalle condizioni ambientali e strutturali. Bucchi ha posto l'accento sulla particolarità del terreno di gioco sintetico, descrivendolo come una superficie su cui la palla tende a fermarsi o a rimbalzare in modo irregolare, favorendo chi, come i locali, è abituato a calcarlo quotidianamente. «Una partita senza emozioni in zona gol, molto fisica e l'episodio avrebbe indirizzato la gara», ha puntualizzato il tecnico.
Un capitolo importante della conferenza ha riguardato le assenze e le scelte obbligate nel reparto difensivo, in particolare l'esclusione dai titolari di Matteo Gigli. Il mister ha svelato che il difensore è reduce da dieci giorni di polmonite e che solo un fastidio al polpaccio avvertito durante il risveglio muscolare ha convinto lo staff a non rischiarlo dall'inizio per evitare un lungo stop, vista anche la situazione dei diffidati nel reparto.
Proprio a causa di questa emergenza, Bucchi ha voluto ringraziare pubblicamente chi si è adattato a ruoli non propri. «Ringrazio pubblicamente Fabio Tito perché si è immolato per la causa giocando da terzino destro, pur essendo un sinistro naturale», ha dichiarato con soddisfazione. Lo spirito di adattamento mostrato dai suoi calciatori è stato visto come un segnale di grande compattezza del gruppo, capace di trasformare le difficoltà in opportunità.
Il tecnico ha poi espresso parole di elogio per i nuovi innesti, citando in particolare l'esordio di Cortesi. Al di là delle giocate tecniche e dell'intesa mostrata con Cianci e Sciacquadutra, ciò che ha colpito Bucchi è stata una rincorsa difensiva di ottanta metri fatta dall'attaccante per chiudere un avversario. «È questa la mentalità giusta, il sacrificio deve partire dagli attaccanti perché nessuno deve sentirsi insostituibile», ha sottolineato.
L'analisi si è poi spostata sulla classifica, che vede l'Arezzo mantenere invariato il vantaggio sul Ravenna, fermato dal Perugia, mentre l'Ascoli continua la sua risalita. Nonostante l'interesse per i risultati degli altri campi, Bucchi ha ribadito la necessità di restare focalizzati esclusivamente sul proprio cammino, consapevoli che il campionato è ancora lunghissimo e pieno di insidie.
«Considero l'Ascoli una squadra fortissima e in corsa, così come il Ravenna, ma noi dobbiamo pensare a noi stessi», ha affermato, spiegando che l'obiettivo deve essere vincere quando possibile e saper soffrire per strappare un punto quando le condizioni non permettono di fare bottino pieno. La striscia positiva allungata stasera rappresenta, in quest'ottica, un tassello fondamentale per la costruzione di qualcosa di importante.
Guardando al futuro prossimo, il mister ha già proiettato la squadra verso il prossimo impegno casalingo, prevedendo un'altra battaglia tattica contro un avversario solido e pericoloso nelle ripartenze. La ricetta resta la stessa: umiltà, spirito di sacrificio e la capacità di sfruttare ogni minima occasione per portare gli episodi dalla propria parte.