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Panchina Spezia, spunta un nome a sorpresa: il profilo dell'ex Mantova che piace alla società

di Redazione Notiziario del Calcio

Il futuro della panchina dello Spezia sembra essere sempre più legato a un profilo che conosce bene le dinamiche della categoria e che ha già dimostrato di saper valorizzare le risorse a propria disposizione. Davide Possanzini sta guadagnando posizioni nelle preferenze societarie, candidandosi come figura centrale per la programmazione della prossima annata sportiva.

Il tecnico è attualmente libero da vincoli contrattuali dopo l'esperienza vissuta sulla panchina virgiliana. Il suo percorso al Mantova è stato caratterizzato da un'ascesa significativa: insieme al direttore sportivo Botturi, è stato l'artefice di una scalata che ha visto la squadra dominare il Girone A di Serie C, per poi consolidarsi in cadetteria con una salvezza ottenuta senza particolari affanni.

Nonostante l'avvicendamento avvenuto in corso d'opera nel mercato di gennaio, il lavoro svolto in precedenza rimane un punto di riferimento importante. Possanzini, cinquant'anni, vanta una carriera che spazia dal settore giovanile del Brescia fino all'importante esperienza internazionale come vice di Roberto De Zerbi allo Shakhtar Donetsk, dove ha arricchito il proprio palmarès con la conquista di una Supercoppa.

Il suo modo di intendere il calcio si ispira proprio ai principi di De Zerbi, con una spiccata propensione per la fase propositiva, il dominio del possesso palla e la ricerca attiva del risultato attraverso il gioco. Tatticamente, il suo riferimento principale è il modulo 4-2-3-1, sistema che gli ha permesso di esprimere un'identità chiara e riconoscibile in ogni contesto in cui ha lavorato.

Ciò che rende il tecnico particolarmente appetibile per diversi club è la sua capacità di far rendere al meglio formazioni dal budget contenuto. Durante la cavalcata in Serie C, ha saputo trasformare un gruppo considerato da molti come sfavorito in una macchina da gioco, vincendo anche il prestigioso premio "Panchina d'oro" per la categoria.

La sua abilità nel gestire rose con un monte ingaggi limitato, mantenendo sempre un'impronta offensiva, ha attirato l'interesse di varie piazze calcistiche. Anche il Padova, alle prese con le riflessioni sul futuro tecnico dopo la fine del rapporto con Roberto Breda, avrebbe sondato la disponibilità dell'allenatore, confermando l'alta considerazione di cui gode il suo profilo.


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