Padova, mister Andreoletti: «Questa legnata dietro al collo ci obbliga a un esame di coscienza»
La sfida tra Südtirol e Padova ha lasciato l'amaro in bocca a mister Matteo Andreoletti, che nel post-partita ha analizzato con estrema durezza la prova offerta dai suoi biancoscudati, apparsi irriconoscibili in avvio di gara.
Secondo il tecnico, il match ha mostrato chiaramente un gruppo capace di esprimersi su due livelli opposti, con una prima frazione di gioco che ha rappresentato il punto più basso della sua gestione tecnica.
"Penso si sia visto un Padova a due facce. Nel primo tempo il più brutto da quando sono qui", ha esordito l'allenatore, evidenziando come la squadra non sia riuscita a opporre alcuna resistenza alla manovra avversaria.
Il dominio del Südtirol è stato totale, impedendo ai veneti di sviluppare il proprio gioco e costringendoli a rincorrere costantemente, sia sul piano dell'agonismo fisico che su quello della disposizione tattica.
Andreoletti non ha usato giri di parole per descrivere la passività dei suoi uomini nei primi quarantacinque minuti: "Siamo stati secondi in tutto, sia dal punto vista fisico, tecnico, tattico, di atteggiamento".
La squadra non è stata capace di strappare il controllo del match, finendo per assecondare il ritmo dei padroni di casa: "Non siamo riusciti a portare la partita fuori dai binari del Südtirol".
Il tecnico ha riconosciuto i meriti dei rivali, che hanno legittimato il vantaggio grazie a una superiorità schiacciante, sottolineando come un simile blackout non si fosse mai visto in precedenza.
"Ci hanno sovrastato in ogni aspetto e sono andati meritatamente in vantaggio perché ci hanno messo in grande difficoltà. Non ci siamo mai espressi così in un anno e mezzo", ha proseguito il mister.
La reazione vista nella ripresa, pur non avendo portato al pareggio, ha almeno restituito al tecnico l'immagine di un collettivo vivo e capace di costruire palle gol importanti, nonostante la scarsa precisione.
Il rigore concesso agli avversari ha chiuso definitivamente i conti, ma per Andreoletti questo colpo durissimo deve essere trasformato in una spinta motivazionale per i prossimi impegni.
"La mazzata del rigore ci 'regala' una legnata dietro al collo che per assurdo può aiutarci a ripartire", ha spiegato il tecnico, convinto che il risultato netto tolga ogni velo sulle criticità del gruppo.
Secondo l'allenatore, una sconfitta meno ampia avrebbe forse nascosto i problemi, mentre questo punteggio obbliga tutti a una profonda riflessione interna sulla prestazione offerta.
"Se avessimo perso 2 a 0 avremo mascherato qualcosa, invece questo risultato ci mette di fronte ad un bell’esame di coscienza", ha dichiarato con fermezza, accettando la possibilità di perdere ma non con quell'approccio.
Andreoletti ha escluso categoricamente che il problema sia di natura atletica, facendo notare come la squadra abbia finito l'incontro attaccando e mostrando ancora energie nel finale.
"Squadra scarica? Se fosse un tema di condizione fisica non avremmo chiuso la gara in crescendo", ha ribadito, rifiutando anche l'idea che la tensione del match abbia giocato brutti scherzi.
L'obiettivo ora è dimenticare quel primo tempo che il mister definisce estraneo all'identità del Padova, per ripartire invece dalla serietà dimostrata nella seconda parte della sfida.
"I primi 45′ non ci devono appartenere e rappresentare mai. Ripartiamo da una ripresa fatta in maniera seria e importante", ha aggiunto il tecnico guardando ai prossimi impegni in calendario.
Un passaggio è stato dedicato anche all'assenza del Papu, pedina fondamentale dello scacchiere biancoscudato, la cui gestione fisica è stata oggetto di attenzioni per tutta la settimana.
"Obiettivamente l’abbiamo gestito tutta la settimana e aveva la caviglia molto gonfia e dolorante", ha rivelato Andreoletti, che spera comunque di riaverlo a disposizione per la prossima gara.
Tuttavia, il mister non ha voluto utilizzare l'assenza del singolo per giustificare le lacune collettive emerse al Druso, assumendosi la responsabilità di una prestazione sottotono.
"Non voglio nemmeno pensare che la prestazione del primo tempo sia figlia della mancanza del Papu. Noi dobbiamo ragionare sempre di collettivo", ha concluso con onestà.
L'autocritica ha coinvolto tutti, a partire dalla guida tecnica: "A partire dal sottoscritto, non ci siamo espressi all’altezza di quello che sappiamo fare".