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«Non voglio sentire parlare di Serie D»: il piano di Gennaro Casillo per salvare il Foggia in Serie C

di Redazione Notiziario del Calcio

Il presidente del Foggia, Gennaro Casillo, è intervenuto durante la trasmissione televisiva Forcing per analizzare il momento complesso che sta attraversando il club pugliese, alternando autocritica a un forte messaggio di speranza. Nonostante le difficoltà di classifica, il numero uno rossonero ha mostrato serenità, forte dei segnali di crescita visti nelle ultime uscite della squadra.

«C’è stato sicuramente un momento complesso, ma nelle ultime settimane, insieme al mister, siamo più sereni. Abbiamo visto i miglioramenti che ci aspettavamo», ha esordito il patron, sottolineando come la determinazione del gruppo sia la base per affrontare il rush finale.

Casillo non ha cercato scuse per l'andamento stagionale, ammettendo che le scelte fatte hanno richiesto un prezzo da pagare in termini di tempo e amalgama. «Gli errori ci sono stati e ce li prendiamo tutti. Quando cambi sette o otto undicesimi serve tempo per creare amalgama e schemi», ha confessato con onestà.

La rivoluzione della rosa è stata una decisione ponderata, dettata dalla volontà di elevare il tasso tecnico, anche a costo di affrontare una fase di assestamento più lunga del previsto. «Con la squadra iniziale avremmo rischiato comunque i play-out. Forse avremmo avuto qualche punto in più, ma abbiamo deciso di investire e migliorare la rosa», ha spiegato il presidente.

Il bilancio parla di dieci sconfitte, molte delle quali arrivate per un soffio o a causa di episodi sfortunati, ma la reazione dello spogliatoio lascia ben sperare la dirigenza. «La squadra è ancora sul pezzo. Nelle ultime giornate ci siamo uniti ancora di più: vedo i ragazzi compatti e convinti», ha aggiunto Casillo dopo aver visitato i calciatori.

Per il patron rossonero, il finale di stagione deve essere vissuto come un torneo a parte, dove ogni sfida rappresenta una battaglia decisiva per la sopravvivenza nella categoria. «Non ci arrendiamo, non siamo morti. La classifica può ancora cambiare. Anche qualche risultato dagli altri campi può darci una mano», ha osservato con ottimismo.

Il monito rivolto a tutto l'ambiente è stato però perentorio: serve gente motivata al cento per cento per centrare l'obiettivo salvezza nelle prossime settimane. «Da domani per noi inizia un nuovo campionato: un mese e mezzo di battaglie. Chi non se la sente può restare a casa, noi invece ci mettiamo la faccia», ha tuonato il numero uno del club.

Il fattore campo giocherà un ruolo fondamentale in questo mini-torneo finale, con il tifo foggiano chiamato a fare la differenza nei momenti di sofferenza. «Le partite in casa saranno decisive. Chiameremo tutti allo stadio, dobbiamo compattarci e arrivare pronti. La squadra è cresciuta tanto, ha trovato equilibrio ed è più matura», ha ribadito Casillo.

Il legame con il territorio resta uno dei motori principali che spingono la proprietà a investire tempo e risorse nel progetto sportivo del Foggia. «La vivo ogni giorno e sento la vicinanza della gente. Mi fermano, mi incoraggiano, mi dicono che ci salveremo. Questo mi dà forza: insieme possiamo farcela», ha raccontato il presidente.

Sul futuro e sulla solidità dell'azienda calcistica, Casillo è stato categorico, allontanando con forza lo spettro di un declassamento tra i dilettanti. «Il Foggia è una parte integrante delle nostre aziende, un fiore all’occhiello. Oggi il nostro obiettivo è restare in Serie C: non voglio nemmeno sentire parlare di Serie D», ha dichiarato con fermezza.

L'idea di gestione si ispira a modelli di successo del territorio, dove la sinergia tra club, istituzioni e tessuto imprenditoriale crea un ecosistema vincente. «Il Foggia deve essere della città, un po’ come il Lecce. Abbiamo condiviso il progetto con imprenditori, istituzioni e sponsor», ha spiegato il patron rossonero.

La testa è ora proiettata alla gara di domenica, dove si attende una risposta importante da parte della tifoseria sugli spalti dello Zaccheria. «Mi aspetto una grande affluenza allo stadio. Sappiamo che è il campo a decidere tutto, ma sono convinto che i tifosi ci staranno accanto», ha concluso Gennaro Casillo.


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