«Non pensavo di arrivare a +20, questa squadra è straordinaria»: l’orgoglio di Giorgio Zamuner sul Vicenza
L'emozione che si respira al termine della sfida contro l'Inter U23 è quasi travolgente, specialmente considerando una cornice di pubblico che ha poco a che fare con i palcoscenici abituali della terza serie nazionale.
Il direttore sportivo Giorgio Zamuner ha voluto sottolineare come non si sia mai lasciato condizionare dalla scadenza annuale del proprio contratto, forte della consapevolezza dei propri mezzi e della capacità di allestire una rosa di alto profilo.
Il dirigente biancorosso ha ammesso con sincerità di non aver immaginato un distacco così abissale dalla seconda in classifica, sottolineando quanto sia stato eccezionale il cammino dei suoi ragazzi capaci di chiudere a +20 sulle inseguitrici.
L'integrazione tra i volti nuovi e lo zoccolo duro della passata stagione è stata la chiave di volta di un'annata vissuta costantemente al vertice, un primato difeso con le unghie e con i denti dalla prima all'ultima giornata.
Esiste un profondo senso di fierezza nel rivendicare il proprio ruolo nella costruzione di questo collettivo, un lavoro di selezione che ha richiesto una profonda condivisione degli obiettivi e dei programmi tecnici con la proprietà.
Scegliere i profili giusti non è mai un esercizio banale, ma nasce da un mix tra la conoscenza della piazza e la ricerca di caratteristiche umane e atletiche ben precise, capaci di sposarsi con l'identità del club.
L'unità di intenti è stata la vera forza motrice di questo trionfo, un'alchimia che ha permesso a ogni elemento di rendere al massimo, come dimostrato dall'impatto di calciatori provenienti da realtà meno blasonate.
Un esempio lampante è rappresentato da Caferri, giunto dalla Giana Erminio e capace di calarsi perfettamente nella parte, sebbene il direttore precisi che ogni singolo componente del gruppo abbia giocato un ruolo cruciale.
Non era affatto scontato imporsi con una tale prepotenza agonistica, ma ora lo sguardo deve necessariamente rivolgersi alla categoria superiore per capire come affrontare il salto di qualità richiesto dalla Serie B.
Secondo il direttore sportivo, la struttura della squadra non dovrà subire stravolgimenti radicali, poiché «questo gruppo ha una base forte per fare bene tra i cadetti», a patto di seguire i programmi societari con coerenza.
Sarà fondamentale inserire innesti di qualità che conoscano bene la categoria, puntando su giocatori in grado di integrarsi rapidamente senza intaccare gli equilibri dello spogliatoio che hanno fatto la differenza finora.
Anche per quanto riguarda la guida tecnica, la fiducia in mister Gallo è totale, con l'auspicio che il tecnico condivida la stessa visione per continuare a cavalcare l'entusiasmo generato da questa storica promozione.
La strategia per il domani è chiara: non disperdere il patrimonio umano creato quest'anno e cercare quel divertimento che nasce solo attraverso il lavoro quotidiano e la giusta mentalità competitiva.