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Longo avvisa i suoi prima del Potenza: «Nessuno ha la certezza del posto, il campo va meritato»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il cammino del Crotone verso la zona nobile della classifica passa per lo scontro diretto contro il Potenza, una sfida che mette in palio punti pesanti per consolidare il piazzamento nei play-off.

Allo stadio Ezio Scida si affronteranno due formazioni separate da appena due lunghezze e reduci entrambe da un filotto positivo di due successi consecutivi. Tuttavia, la vigilia in casa pitagorica è segnata da diverse incognite, non ultima quella ambientale legata alla protesta del tifo organizzato che lascerà gli spalti privi del consueto calore.

Il tecnico Emilio Longo ha analizzato il momento della squadra con grande realismo, sottolineando come la vittoria nel derby di Cosenza debba essere solo un punto di partenza e non un traguardo su cui adagiarsi, specialmente in un momento di emergenza numerica.

Le scelte di formazione saranno condizionate da assenze pesanti, tra cui la squalifica di Zunno e la partenza ormai certa di Cargnelutti. Queste defezioni obbligheranno l'allenatore a rimescolare le carte, ma Longo vede in questa necessità un'opportunità per alzare il livello di competizione interna.

La filosofia comunicata al gruppo è stata chiara sin dal primo giorno di allenamento settimanale: la maglia da titolare non è un diritto acquisito. «Nessuno questa settimana ha lavorato con la certezza del posto in squadra e credo che questo debba essere il motivo dominante fino alla fine del campionato: tutti devono meritarsi il campo con la partita e con l’allenamento settimanale», ha ammonito il tecnico, auspicando che chi verrà chiamato in causa sappia replicare l'intensità mostrata nell'ultimo turno.

Dal punto di vista tattico, il Crotone potrebbe presentarsi con una veste rinnovata. L'obiettivo dello staff tecnico è quello di togliere punti di riferimento agli avversari, rendendo la manovra meno leggibile. Durante le ultime sedute si è lavorato molto sulla flessibilità, testando soluzioni diverse come il 3-5-2 accanto al collaudato 4-2-3-1.

L'idea è quella di mantenere un'identità precisa pur variando l'assetto in base alle esigenze del match. Longo ha spiegato che la squadra deve essere pronta a cambiare pelle senza smarrire la propria essenza, sottolineando che «l’identità della squadra deve restare limpida, ma flessibile. Se il cambio tecnico o tattico porta vantaggi, li sfrutteremo», ponendo l'accento sulla capacità di adattamento alle diverse fasi della contesa.

Il Potenza di Pietro De Giorgio è descritto come un ostacolo dall'alto coefficiente di difficoltà. Gli ospiti sono una squadra dinamica, capace di occupare gli spazi con rapidità e con una spiccata propensione al dominio del gioco. Per contrastare queste caratteristiche, al Crotone sarà richiesta una prova di grande maturità e intelligenza tattica.

L'allenatore ha chiesto ai suoi di non scoprirsi eccessivamente, gestendo i momenti della partita con equilibrio e portando pressione in avanti senza però lasciare buchi difensivi che potrebbero rivelarsi fatali. Sarà un test fondamentale per capire se la solidità vista nel derby sia diventata una caratteristica strutturale del gruppo.

In parallelo alle questioni di campo, tiene banco il tema del calciomercato. La società è alla ricerca di profili specifici per puntellare i reparti che attualmente soffrono di rotazioni limitate. Il tecnico ha indicato chiaramente le priorità, citando la necessità di intervenire nel cuore della difesa e, potenzialmente, nel reparto avanzato qualora qualcuno dovesse manifestare malcontento per il poco spazio trovato.

«Numericamente abbiamo bisogno di due difensori centrali senza dubbio, e probabilmente anche di un attaccante se qualcuno non fosse contento del minutaggio a disposizione», ha ammesso Longo, elogiando comunque l'affidabilità di elementi come Cocetta, pur ribadendo che per evitare affanni sul lungo periodo serve completare l'organico.

Infine, un passaggio sentito è stato dedicato al rapporto con la piazza e all'importanza di onorare i colori sociali al di là delle contingenze del momento. Giocare senza il supporto della curva è una sfida supplementare, ma la squadra ha il dovere di provare a ricucire lo strappo con l'ambiente attraverso i risultati e l'impegno. Per Longo, l'orgoglio di difendere lo stemma è il motore principale che deve muovere ogni calciatore: «Chi indossa la maglia deve onorarla, lo scudetto è quello che conta e va difeso con orgoglio, indipendentemente dal colore della maglia».


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