Livorno, Venturato non si fida: «La Sambenedettese metterà in campo una cattiveria feroce, serve coraggio»
Il cammino del Livorno in Serie C fa tappa al Riviera delle Palme per un anticipo del sabato sera che mette in palio punti pesantissimi per il futuro della stagione. La sfida contro la Sambenedettese, in programma il 28 febbraio alle 20:30, rappresenta un crocevia fondamentale per i ragazzi di Roberto Venturato, chiamati a consolidare il proprio piazzamento nei piani alti della graduatoria e, contemporaneamente, a tenere lontane le formazioni che lottano per non retrocedere.
Proprio la disperata ricerca di punti salvezza da parte degli avversari è uno degli elementi che più preoccupano il tecnico amaranto. Venturato ha avvertito i suoi che l'ambiente marchigiano sarà infuocato e che la Sambenedettese giocherà il match della vita: «Loro vogliono salvarsi e questa per loro è una partita fondamentale. Mi aspetto una squadra che ci metterà tutte le energie possibili e tutta la cattiveria sportiva necessaria» ha dichiarato l'allenatore in conferenza stampa.
Secondo il mister, uscire con un risultato positivo da un campo così ostile sarebbe un segnale di maturità definitiva per tutto il gruppo. Venturato chiede una prova di carattere che vada oltre l'aspetto puramente tattico: «La partita di domani quindi è difficile e molto importante. Ottenere un buon risultato sarebbe per noi un sintomo di grande forza e coraggio. Serve una prestazione di grande intensità, voglia e intelligenza».
L'impegno è reso ancora più complicato da una lista di indisponibili particolarmente lunga, che costringe lo staff tecnico a ridisegnare diversi settori del campo. Oltre allo squalificato Hamlili, si è aggiunto il forfait di Falasco, fermato da un intoppo fisico giudicato non grave ma sufficiente a tenerlo fuori dalla trasferta: «Falasco ha un piccolo problema risolvibile in tempi brevi, ma domani non ci sarà» ha confermato il tecnico.
Resta ancora ai box anche Samuel Di Carmine, il cui percorso di recupero dopo l'infortunio rimediato contro il Pineto prosegue senza forzature. Nonostante il desiderio del calciatore di bruciare le tappe, Venturato predica prudenza per evitare ricadute pericolose: «Sta proseguendo le cure e vediamo quando sarà pronto. Ha molta voglia di tornare, ma ci sono dei tempi fisiologici da rispettare. Mi auguro di riaverlo entro due o tre settimane».
In un quadro di emergenza, brilla però la notizia del pieno recupero di Gentile, tornato stabilmente ad allenarsi con il resto della truppa. Il giocatore ha lavorato duramente in queste settimane per ritrovare il ritmo partita e rappresenta una risorsa preziosa per le rotazioni in un periodo che vedrà il Livorno impegnato in ben tre confronti ufficiali nell'arco di soli sette giorni.
Proprio il fitto calendario induce Venturato a una gestione oculata delle energie nel reparto offensivo, dove l'assenza di Di Carmine obbliga a nuove soluzioni. L'allenatore ha già tracciato la strada per l'attacco, confermando che ci sarà spazio per tutti: «Avremo modo di tenere tutti in considerazione. Domani Malagrida e Vayrynen giocheranno entrambi un pezzo di partita. Sono sereno, anche se Di Carmine per noi è molto importante».
Per quanto riguarda la mediana, il vuoto lasciato da Hamlili dovrebbe essere colmato da Odjer. Sebbene le caratteristiche dei due giocatori non siano sovrapponibili, il tecnico confida molto sulla tempra agonistica dell'ex calciatore di Salernitana e Palermo: «Ha caratteristiche diverse, ma ha il piglio per fare partite importanti. È un giocatore su cui posso far conto e credo potrà giocare almeno una delle tre gare di questa settimana».
Il finale di stagione vedrà il Livorno impegnato spesso lontano dalle mura amiche, un fattore che secondo Venturato non deve influenzare l'approccio alla gara. Per compiere l'ultimo salto di qualità, la squadra deve imparare a imporre il proprio gioco a prescindere dal contesto ambientale: «Giocare fuori o in casa non deve cambiare il nostro atteggiamento. Ci giocheremo molto di questo campionato fuori casa e dobbiamo esprimerci al massimo».
Il tecnico ha concluso ribadendo che questo è il momento cruciale dell'anno, un periodo in cui le difficoltà devono trasformarsi in opportunità di crescita collettiva. La consapevolezza dei propri mezzi, unita alla capacità di gestire l'emergenza, sarà l'ago della bilancia per un Livorno che vuole continuare a sognare in grande: «Dobbiamo essere in grado di affrontare le difficoltà e migliorare anche su questo fattore».