Livorno, Venturato avverte i suoi: «Col Forlì servirà un altro livello, i nostri avversari ormai ci conoscono»
Il Livorno si prepara ad affrontare una trasferta insidiosa sul campo del Forlì, una compagine che sotto la guida di Alessandro Miramari ha dimostrato di saper trasformare il proprio stadio in un fortino quasi inespugnabile. Gli amaranto, reduci da una settimana altalenante, cercano di ritrovare quella continuità esterna che aveva caratterizzato le uscite di febbraio, consapevoli che l'avversario romagnolo non concederà sconti.
Il tecnico Roberto Venturato ha analizzato con estrema lucidità la sfida che attende i suoi uomini, sottolineando il valore di un progetto, quello forlivese, che lo aveva già colpito ben prima del suo approdo sulla panchina livornese. Per l'allenatore italo-australiano, la capacità del Forlì di rigenerarsi dopo le cessioni del mercato invernale è il segno di una solidità tecnica non comune.
«Quella che ci aspetta contro il Forlì è una partita molto importante, da disputarsi contro una squadra che mi ha colpito e che io avevo già visto, prima di venire a Livorno», ha esordito il mister, aggiungendo poi una riflessione sulla qualità del gioco espresso dai rivali. Secondo Venturato, infatti, «l’undici di Miramari è una squadra che ha sempre espresso un certo tipo di calcio, peraltro con buona qualità, ed è da prendere con grande attenzione».
Il momento attuale del Livorno richiede una riflessione profonda, specialmente dopo il pareggio a reti bianche contro la Sambenedettese e la recente caduta interna per mano del Perugia. Il tecnico ha ammesso che, sebbene il percorso di crescita generale sia stato evidente dal suo arrivo, le ultime due apparizioni non sono state all'altezza delle potenzialità della rosa.
Analizzando criticamente il recente passato, l'allenatore ha spiegato che «si tratta di gare che abbiamo giocato mettendo in mostra una qualità di gioco inferiore rispetto ai nostri standard», richiamando la squadra a una maggiore imprevedibilità. In Serie C, infatti, la staticità tattica viene punita: «I nostri avversari, inevitabilmente, conoscono come giochiamo, leggono in anticipo le situazioni di gioco che sviluppiamo e vedono determinate cose».
Per quanto riguarda le disponibilità di formazione per la spedizione al Tullo Morgagni, l'unica assenza certa rimane quella del centravanti Samuel Di Carmine, il cui recupero fisico verrà valutato solo nei prossimi giorni. Resta invece aperto il ballottaggio sulla corsia mancina, dove il rientro di Nicola Falasco è legato a un provino decisivo che si svolgerà a ridosso del match.
Proprio sulla gestione del terzino, Venturato è stato molto chiaro nel rimandare ogni decisione definitiva: «Falasco sta abbastanza bene e deciderò domani mattina se schierarlo oppure no». Il tecnico sa bene che recuperare pedine fondamentali è prioritario per affrontare un finale di stagione dove la continuità dei risultati peserà come un macigno sulla classifica finale.
Un altro tema caldo riguarda il rendimento del centrocampo e, in particolare, l'apporto delle mezzali alla manovra offensiva. Il mister ha speso parole di grande stima per Gregorio Luperini, definendolo un elemento dal valore umano e professionale indiscusso, capace di mantenere un atteggiamento positivo nonostante i lunghi mesi di inattività forzata vissuti in precedenza a Catania.
Differente è il discorso relativo a Federico Marchesi, talento cristallino che nell'ultimo turno è apparso un po' in ombra. Venturato non ha però intenzione di rinunciare al suo estro, affermando che «Marchesi è un giocatore dalle qualità immense che non è riuscito a mettere in mostra tutto il suo potenziale ma cercherò di fare tutto ciò che è nelle mie possibilità per metterlo nelle condizioni di rendere al meglio».
Nelle battute finali dell'ultima gara si sono viste anche soluzioni tattiche alternative, come l'impiego del giovane Marinari in attacco e lo spostamento di Biondi in difesa. Se per il primo la porta sembra spalancarsi grazie alla sua determinazione, per il secondo il futuro sembra essere nuovamente in una posizione più avanzata e consona alle sue caratteristiche.
Parlando del giovane talento cresciuto nel vivaio, il tecnico ha ribadito il suo affetto e la sua fiducia: «Vedo Marinari nel ruolo di seconda punta ed è un ragazzo che dà sempre molto, a me e al gruppo, sotto l’aspetto dell’impegno». La volontà è quella di premiare chi dimostra attaccamento alla maglia, specialmente in un momento in cui servono cuore e polmoni per superare le difficoltà.
In chiusura, il tecnico amaranto ha tracciato la rotta per le ultime curve del campionato, ponendo l'accento sulla necessità di saper scardinare le difese avversarie più chiuse. La capacità di trovare contromisure contro chi decide di «arretrare il baricentro e coprire lo spazio» sarà l'ultimo, decisivo esame per un Livorno che vuole tornare a correre.