Livorno, Esciua esalta il gruppo: «Effetto sorpresa svanito, ma abbiamo risorse infinite»
Il momento magico che sta attraversando il Livorno non è frutto del caso, ma di una programmazione che parte da lontano. Il presidente Joel Esciua, intervenuto ai microfoni di Amaranta, ha voluto tributare i giusti meriti al protagonista principale di questa inversione di tendenza: «I meriti di questo bel momento del Livorno vanno attribuiti in primis al mister, che prima ancora del mercato di gennaio aveva cambiato la fisionomia della squadra».
Secondo il numero uno del club amaranto, l'impronta di Roberto Venturato è stata decisiva ben prima che la rosa venisse puntellata nella sessione invernale. Sebbene gli acquisti siano stati mirati e scelti in totale simbiosi tra l'allenatore e il direttore sportivo Alessandro Doga, il patron ha tenuto a precisare che «già a dicembre Venturato aveva fatto vedere di essere in grado di trasformare il gioco e la mentalità dei nostri ragazzi».
Un cambiamento filosofico, dunque, che ha trovato linfa vitale in un calciomercato di riparazione finalmente efficace. Esciua ha infatti sottolineato come storicamente le finestre di gennaio non avessero mai portato benefici tangibili in riva al Tirreno, a differenza di quanto accaduto quest'anno. Grazie all'innesto di giovani di prospettiva e profili di provata esperienza, la compagine labronica ne è uscita decisamente rinforzata sotto ogni punto di vista.
Oltre ai volti nuovi, il presidente ha espresso grande soddisfazione per il ritorno a pieno regime di una pedina fondamentale nello scacchiere tattico amaranto come Luca Bonassi. Il suo recupero viene visto come una freccia fondamentale all'arco della squadra: «È un elemento importante che può dare un grande contributo al centrocampo e anche all'impostazione del gioco», ha dichiarato con convinzione il massimo dirigente.
Guardando al domani, l'ottimismo regna sovrano in casa Livorno, pur con la consapevolezza che il percorso diventerà via via più impervio. Con le ultime prestazioni, l'attenzione delle rivali è salita ai livelli di guardia. «Siamo fiduciosi del gruppo che adesso abbiamo a disposizione e cerchiamo di goderci questo momento. Sappiamo che da ora in poi sarà sempre più difficile in quanto tutte le squadre ci studieranno con grande attenzione», ha ammesso Esciua.
La sfida contro la Pianese di domenica prossima rappresenta il primo banco di prova di questa nuova consapevolezza. Il presidente è conscio che le avversarie non si faranno più cogliere impreparate, ma confida ciecamente nelle doti morali e tecniche dei suoi calciatori: «L'effetto sorpresa, se così si può dire, è sicuramente svanito dopo le ultime vittorie ma questo gruppo ha delle risorse infinite che dovevano solo essere sbloccate».
I numeri del mercato parlano chiaro: sette uscite e altrettanti arrivi, con un'attenzione particolare alla proprietà dei cartellini. A eccezione di Luperini e Tosto, giunti in prestito, gli altri innesti come Falasco, Malagrida, Camporese, Väyrynen e Shchepetkin sono operazioni di prospettiva. L'impatto dei nuovi è stato immediato e travolgente, con sei di loro già protagonisti in campo nell'ultima uscita stagionale.
Il segreto di questo inserimento così rapido risiede anche nella qualità umana dello spogliatoio. Esciua ha voluto elogiare pubblicamente il ruolo dei leader carismatici della squadra, capaci di creare un ambiente sano e accogliente fin dal primo giorno: «I due senatori del gruppo, Dionisi e Di Carmine, hanno accolto i nuovi arrivati, giovani e meno giovani, come si fa in una famiglia. Questo è molto bello. È molto positivo».
Oltre all'apporto di Federico Dionisi e Samuel Di Carmine, il patron ha rivolto un plauso collettivo a tutta la rosa, citando anche elementi come Jacopo Seghetti e Zaccaria Hamlili. Per il presidente, la vera marcia in più per affrontare il finale di stagione sarà l'unione d'intenti tra la squadra, la guida tecnica e la tifoseria: «La forza del Livorno sta nel gruppo oltre che nel mister. E il calore dei nostri tifosi può davvero essere l'arma in più».