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«La Casertana si gioca il titolo, noi abbiamo sofferto», Floro Flores onesto dopo il pari al Pinto

di Redazione Notiziario del Calcio

Il pareggio ottenuto dal Benevento sul difficile campo della terza forza del campionato rappresenta un risultato di assoluto spessore, che il tecnico Antonio Floro Flores ha voluto analizzare mettendo in risalto la caratura dell'avversario incontrato. L'allenatore giallorosso ha riconosciuto apertamente il valore della Casertana, indicandola come una delle serie candidate al successo finale, capace di lottare per il vertice fino all'ultima giornata. Nonostante la prova dei suoi ragazzi non sia stata caratterizzata da una particolare brillantezza sotto il profilo estetico o del possesso palla, Floro Flores ha rivendicato la bontà della strategia adottata, studiata appositamente per contrastare la fisicità e l'organizzazione dei padroni di casa: «La Casertana ha tutte le carte per giocarsi il campionato fino alla fine. Non abbiamo fatto una gara brillante sul piano del gioco, ma lo sapevamo viste le scelte fatte».

La decisione di mutare l'assetto tattico, passando a una difesa a tre, è stata una mossa ponderata durante gli allenamenti settimanali proprio per rispondere alla pericolosità della squadra avversaria nei duelli aerei e sulle situazioni da fermo. Il tecnico ha spiegato che la necessità prioritaria era quella di guadagnare centimetri e solidità, accettando di sacrificare parte della qualità della manovra in favore di una maggiore compattezza difensiva. Da questo punto di vista, le risposte ricevute dal campo sono state estremamente incoraggianti, con interpreti capaci di gestire la pressione e neutralizzare uno dei punti di forza storici della compagine rossoblù. Secondo il mister, portare via un punto da questo stadio non è un'impresa da poco, prevedendo che moltissime altre formazioni incontreranno enormi ostacoli nel fare risultato contro una squadra così ben strutturata.

All'interno della prestazione collettiva, Floro Flores ha voluto premiare la prova dei suoi leader difensivi, citando Caldirola e Borghini come pilastri fondamentali del pareggio. L'esperienza di Caldirola è stata determinante per infondere sicurezza a tutto il reparto, confermando come la forza della rosa beneventana risieda anche nella profondità e nella qualità dei suoi singoli più navigati. L'allenatore ha ammesso candidamente che l'identità tattica vista in campo non è quella che predilige abitualmente, ma la forza dell'avversario ha imposto un adattamento forzato: «La scelta di giocare a tre è stata frutto di valutazioni fatte in settimana, servivano centimetri e le risposte sono state positive. La Casertana mi ha costretto a mettere una squadra diversa rispetto a quella che piace a me».

Un altro tema centrale della serata è stato il ritorno al Pinto, un momento che ha toccato profondamente le corde emotive del tecnico campano. Floro Flores non ha nascosto il forte legame con la piazza casertana, rivolgendo un ringraziamento caloroso ai sostenitori locali e augurando alla città di poter presto disporre di una struttura sportiva all'altezza della sua importanza e della sua passione calcistica. Questo lato umano si è intrecciato con la gestione delle risorse tecniche, come nel caso di Salvemini e Della Morte. Se per quest'ultimo l'esclusione è stata frutto di scelte puramente strategiche, per l'attaccante ex Giugliano il percorso di recupero è ancora lungo: «I miei collaboratori mi hanno detto che Salvemini è solo al 20 per cento delle sue possibilità ma penso che i 20 minuti di oggi gli abbiano fatto bene».

In prospettiva futura, il tecnico resta convinto della qualità del suo organico, pur consapevole che in determinati contesti la concretezza debba prevalere sull'estetica. Il sacrificio di giocatori di talento come Della Morte è funzionale al raggiungimento dell'obiettivo collettivo, specialmente quando ci si trova di fronte a squadre organizzate che non lasciano spazi. Floro Flores conclude la sua analisi con la consapevolezza che questo punto possa fungere da trampolino di lancio, avendo dimostrato che il Benevento sa soffrire e adattarsi, un requisito essenziale per chi vuole restare ai vertici della classifica in un girone così equilibrato e spigoloso.


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