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Javier Gil Puche: «Alla Juventus non si può dire no»

di Francesco Vigliotti

Torino come la Spagna, la pressione come carburante e un sogno che si costruisce giorno per giorno. Javier Gil Puche, difensore spagnolo della Juventus Next Gen, si racconta senza filtri in un'intervista rilasciata a juventusnews24.com, a pochi giorni dalla sfida playoff contro la Vis Pesaro, gara valevole per la fase a gironi degli spareggi di Serie C.

Il primo tema affrontato è quello della pressione, inevitabile compagna di chi indossa una maglia dal peso storico considerevole. «Faccio parte di un club molto importante, anche con molte esigenze, ed è chiaro che ogni giorno questo comporta una responsabilità che bisogna rispettare», ammette il difensore, precisando però di non sentire quel peso come un fardello. L'ambientamento in Italia, del resto, sembra essere stato tutt'altro che traumatico: «Alla fine Torino è molto simile alla Spagna, il clima, la gente. È vero che a volte c'è un po' di pioggia, ma la città è molto bella e tranquilla».

Sul fronte societario, Gil Puche non ha dubbi circa la scelta compiuta. Il richiamo bianconero, spiega, è stato semplicemente irresistibile: «Quando chiama la Juventus è impossibile dirle di no». Ma al di là del blasone, il difensore sottolinea un aspetto più concreto e strutturale del progetto Next Gen, ovvero la capacità di rendere meno brusco il passaggio tra il calcio giovanile e quello dei professionisti. «Con la Next Gen fa un lavoro perfetto con i ragazzi, perché in altri club il passaggio dalla Primavera alla prima squadra è un po' più difficile, qui invece c'è meno differenza nel salto», osserva, aggiungendo che «è un vantaggio poter continuare nel club di appartenenza e non dover essere ceduti».

Quanto all'ipotesi di un approdo alla prima squadra, Gil Puche preferisce non sbilanciarsi, affidandosi a una filosofia pragmatica: «Vivo un giorno alla volta e non ci penso. Potrebbe essere, ma sono pronto per ciò che arriverà e spero che sarà così».

A tenere banco, però, è soprattutto il presente e la corsa playoff. Alla domanda su cosa abbia reso così significativo il percorso della squadra fino a questo punto, il difensore indica un fattore corale, lontano da qualsiasi individualismo: «La forza del gruppo, l'unità, venire qui ogni giorno e allenarsi duramente, allenarsi per migliorare. Questo si dimostra sul campo, quando qualcuno non è al meglio chi entra fa meglio o uguale».

Un messaggio di compattezza che suona come un avvertimento per la Vis Pesaro: la Juventus Next Gen si presenta all'appuntamento playoff con la consapevolezza di chi sa di poter contare su qualcosa di più di singoli talenti.


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