Il presidente Udassi: «Anche la Torres o io possiamo sbagliare, ma ecco cosa faremo con Greco»
Il raggiungimento della permanenza nella categoria ha spazzato via le pesanti nubi che si erano addensate sull'ambiente rossoblù nel corso di un'annata agonistica estremamente complessa. Nonostante le difficoltà incontrate lungo il cammino, la dirigenza della Torres ha voluto analizzare a mente fredda l'intero percorso, tracciando un bilancio lucido che unisce la gioia per il traguardo ottenuto alle necessarie valutazioni strategiche in vista del domani. Ai microfoni della trasmissione Buongiorno 131, il massimo dirigente del club sardo, Stefano Udassi, ha espresso il proprio sollievo, ripercorrendo i momenti più delicati della stagione.
«La salvezza è stata una liberazione. Nei mesi scorsi avevo sempre un pensiero, condiviso con staff e ragazzi: negli ultimi anni arrivavamo da un secondo e terzo posto, uscendo delusi e arrabbiati dai playoff e non abbiamo mai festeggiato niente. Poi negli altri gironi vedevi squadre e giocatori che festeggiavano per i loro risultati. Quest’anno è capitato a noi festeggiare per la vittoria dei playout, ma lo abbiamo fatto in maniera pragmatica: è stata una liberazione» ha confessato il presidente, ricordando la complessa parabola vissuta dalla squadra.
«L’annata è stata complicata, alla fine del girone d’andata eravamo ultimi ed era utopistico pensare alla salvezza diretta. L’abbiamo sfiorata, nel playout però la squadra ha dimostrato carattere, personalità, tutti volevano tenere la categoria. Ringrazio i ragazzi, il mister e il suo staff. Ma anche i magazzinieri, l’ufficio comunicazione e la proprietà, che fa sacrifici per tenere la squadra nei professionisti. Ringrazio anche i tifosi, sabato hanno dato un forte segnale di attaccamento alla squadra. Lo hanno fatto anche nelle trasferte, è stato molto bello» ha rimarcato il patron, proiettando poi l'attenzione sugli insegnamenti da trarre.
«Non dobbiamo dare niente per scontato: la Serie C è un campionato difficile, affronti piazze che hanno fatto sempre molto bene con un tessuto sociale importante. Ci sono tante lezioni che ci dobbiamo portare dietro, che non è solo questa stagione ma tutto il vissuto degli ultimi cinque anni. A inizio stagione non credo che abbiamo fatto scelte di pancia, credevo fosse arrivato il momento di fare determinate scelte e le abbiamo fatte con idee chiare, erano ponderate» ha precisato Udassi, analizzando con grande onestà la genesi della stagione sportiva.
«Sulla guida tecnica avevamo le idee chiarissime, poi purtroppo non siamo riusciti a chiudere con chi avevamo contattato e abbiamo dovuto fare altri colloqui. Anche per l’aspetto tecnico e i giocatori, inizialmente c’era entusiasmo, poi però le cose non sono andate bene. Non voglio difendere il nostro operato a priori: penso che chi non fa non sbaglia. Noi siamo una realtà di Serie C: anche ad altissimi livelli si fanno scelte e poi la stagione non va per il verso giusto. Anche la Torres o Stefano Udassi possono sbagliare valutazioni. È importante farlo senza tornaconti personali, è il mantra che ci deve accompagnare» ha ammesso il numero uno del sodalizio sardo.
«Non mi piace parlare di fortuna o sfortuna, ma durante la stagione ci sono stati giocatori chiave che sono mancati in certi periodi, come Mastinu, Zaccagno, Zecca. Abbiamo avuto queste problematiche, quei giocatori avevano un peso nel gruppo squadra. Chi li ha sostituiti ha fatto bene, tutti hanno dato il loro contributo. Sala è un ragazzo straordinario, è venuto qua con grande umiltà, si è messo a disposizione di tutti portando entusiasmo, voglia di emergere. Fa parte di quei giocatori che avranno un futuro, merita altre categorie. È stato anche un trascinatore, nonostante sia molto giovane» ha sottolineato il dirigente, elogiando poi la figura dell'allenatore.
«Per Greco mi viene in mente il giorno che l’ho chiamato: le suas parole sono state fondamentali, era molto dispiaciuto di come fosse finita lo scorso anno, in lui c’era la voglia di ricucire il rapporto. Le sue parole ci hanno dato la spinta per credere che quella fosse la strada giusta da percorrere. Greco conosceva molto bene l’ambiente, lo spogliatoio: ci siamo ricompattati, abbiamo cercato la serenità che serviva per riportare la barra dritta. In certi momenti serve a poco alzare la voce, credo che ci voglia intelligenza, equilibrio: è facile entrare nello spogliatoio quando tutto va bene, bisogna tenere la barra dritta quando le cose si fanno difficili» ha spiegato Udassi, prima di fare il punto sulla permanenza del tecnico.
«Greco resta? In conferenza stampa lui ha detto che rimarrebbe: in settimana ci incontreremo, prima però ci confronteremo con la proprietà. Poi faremo le valutazioni. Io credo che ci siano i presupposti per sederci a un tavolo e valutare» ha concluso il presidente Stefano Udassi.