«Il presidente Filograna è un visionario», parla Di Bari: «Il mio Casarano non deve mai speculare»
Vivere la partita costantemente in piedi, trasmettendo adrenalina e passione a ogni singolo movimento, è la cifra stilistica di Vito Di Bari. L’allenatore del Casarano, intervistato da Eva Gini, ha raccontato il suo legame profondo con una piazza che respira calcio e con una società che ha saputo scommettere su di lui in un momento cruciale.
«È quasi impossibile per me restare seduto da quando alleno. Ci sono delle emozioni fortissime e mi piace vivere la gara in movimento», ha spiegato il tecnico, definendosi un passionale che sente ancora addosso il fuoco del campo.
Il rapporto con il presidente Antonio Filograna Sergio è nato quasi per caso, ma si è trasformato subito in un’intesa vincente basata su una visione comune del calcio e della vita professionale.
«Tra me e il presidente c’è stata subito un’empatia fondamentale, ci accomuna l’ambizione e la voglia di guardare sempre avanti. Considero il presidente un visionario: la sua storia imprenditoriale insegna a non mollare mai, proprio come accade nel calcio», ha dichiarato Di Bari con gratitudine.
Nonostante una cavalcata trionfale che ha portato la squadra dalla Serie D alla qualificazione play-off in Serie C, il percorso non è stato privo di ostacoli, specialmente durante un complicato periodo di flessione.
«Abbiamo avuto un momento difficile con quattro sconfitte consecutive, aggravato da numerosi infortuni. In quei frangenti si vedono gli uomini: ho cercato di essere sempre lucido e coerente con il gruppo, perché la credibilità nello spogliatoio è tutto», ha ricordato l’allenatore.
Dalle cadute, però, il tecnico ha saputo trarre insegnamenti preziosi, utilizzando i momenti negativi come un’opportunità di studio e crescita personale per migliorare la propria gestione tattica e umana.
«Dalle sconfitte si impara a essere allenatori migliori. Nonostante quello che si diceva sui social, ho sempre avvertito la fiducia totale della società, dei direttori e dei miei giocatori», ha sottolineato Di Bari nel corso dell’intervista.
La filosofia di gioco proposta dal mister è chiara e non ammette atteggiamenti rinunciatari, puntando tutto su un calcio propositivo che possa divertire il pubblico del Capozza.
«Sono un risultatista che ama attaccare, non mi piace speculare sulle partite. Il calcio è spettacolo e la gente, dopo una settimana di lavoro e problemi, deve venire allo stadio per vivere una liberazione, non per vedere una squadra che pensa solo a difendersi», ha precisato con fermezza.
Il segreto del successo risiede anche nella capacità di creare legami profondi con gli atleti, un aspetto che Di Bari cura con particolare attenzione data la sua recente carriera da calciatore.
«La parola connessione per me vale tutto. Con le nuove generazioni c’è bisogno di dialogo, non di urla. Bisogna capirsi, anche se poi l’allenatore deve essere forte nelle scelte per fare l’interesse comune e non quello personale», ha spiegato il tecnico quarantatreenne.
Il passaggio al professionismo ha richiesto un salto di qualità non solo tecnico, ma soprattutto organizzativo, un processo che la società sta portando avanti con grande determinazione.
«Molti ragazzi che venivano dal dilettantismo stanno facendo un campionato da protagonisti in Serie C. Il salto richiede più strutture e organizzazione, e sono certo che il presidente strutturerà l’azienda calcio proprio come ha fatto con le sue attività principali», ha aggiunto Di Bari.
L’atmosfera dello stadio di casa rimane uno dei motori principali del Casarano, capace di trasformarsi in un vero e proprio catino di energia nei momenti decisivi della stagione.
«Vedo il Capozza come uno stadio argentino quando è pieno: emana un’energia positiva che ti trasporta. Mi sento partecipe del senso di appartenenza di questa città, è emozionante vedere quasi 1500 abbonati in un centro di ventimila abitanti», ha ammesso il mister.
Tra i ricordi più belli di questa annata, spiccano alcune sfide che hanno segnato il carattere della squadra e consolidato il rapporto tra lo staff tecnico e il gruppo dei calciatori.
«La partita con la Salernitana mi ha emozionato per l’intensità, ma quella con il Catania è stata speciale. Venivamo da un momento nero e a fine gara i ragazzi mi hanno preso in braccio come se avessimo vinto il campionato: un’emozione che porterò sempre nel cuore», ha confessato Di Bari.
Guardando al futuro, il sogno della Serie B appare come un traguardo immenso, quasi da brividi, per un allenatore che si sente ormai a casa tra i colori rossoblù.
«Fare una doppia promozione sarebbe un sogno troppo grande, mi vengono i brividi solo a pensarci. Sono orgoglioso di aver regalato emozioni a questa gente e ringrazio i tifosi che mi sono stati vicini anche nelle difficoltà: qui mi sento davvero a casa», ha concluso il tecnico del Casarano.