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Il capitano del Catania rompe il silenzio: «Nessuno metta in dubbio la mia integrità morale»

di Davide Guardabascio

A distanza di qualche giorno dall'eliminazione subita contro l'Ascoli, Francesco Di Tacchio, centrocampista e capitano del Catania, ha scelto i canali social per tornare pubblicamente sull'accaduto. Non per smorzare la delusione sportiva — che definisce enorme e ancora viva — ma per difendere la propria reputazione da quello che descrive come un fraintendimento alimentato da una citazione decontestualizzata.

"È passato qualche giorno ma di certo non è passata l'enorme delusione per l'eliminazione. So solo io quello che ho provato mercoledì a fine partita", scrive il capitano etneo, prima di entrare nel merito della polemica. Al centro della questione c'è una frase circolata in rete dopo la sfida contro i marchigiani, estratta secondo Di Tacchio da un'intervista ben più articolata e riletta in modo distorto una volta isolata dal suo contesto originale.

"La frase che è girata sui social dopo Ascoli è estrapolata da un'intervista molto più lunga, e quando le cose non si tagliano bene e vengono decontestualizzate è molto facile interpretarle male. Ed è esattamente quello che è successo", precisa il centrocampista, invitando chiunque voglia farsi un'opinione fondata ad ascoltare l'intervista integrale.

Di Tacchio non lascia spazio a dubbi sul proprio attaccamento alla causa rossazzurra, rivendicando con fermezza il rispetto sempre dimostrato verso la maglia e il ruolo di capitano. Sul proprio futuro, invece, ammette una certa incertezza, legata a fattori che non dipendono esclusivamente da lui: che si tratti di un altro giorno, di un altro anno o di un impegno a tempo indeterminato, il giocatore assicura che il suo approccio non cambierà. L'unica cosa su cui non intende transigere è la propria integrità: "Nessuno metta in dubbio la mia integrità morale", chiude il post con tono deciso.


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