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«I primi giorni tra le carte», il dg Capaldi svela il dietro le quinte dell'Ascoli: «Ereditata una situazione precaria»

di Redazione Notiziario del Calcio

Nel corso del convegno organizzato dall'Ascoli calcio presso il Forte Malatesta, il direttore generale Emilio Capaldi ha tracciato un bilancio approfondito dei suoi primi mesi di operato all'interno del club bianconero. Il dirigente ha voluto sottolineare la complessità del lavoro svolto fin dal suo insediamento, mettendo in luce le criticità riscontrate inizialmente e il percorso di stabilizzazione intrapreso dalla nuova proprietà per garantire un futuro solido alla gloriosa società marchigiana.

«All’inizio è stato difficile, il presidente ci ha dato entusiasmo. Gli relazionavo il lavoro fatto e quello che andavamo a fare», ha spiegato Capaldi, evidenziando il costante dialogo con il patron Passeri per ricostruire le fondamenta societarie. Il dg ha descritto una fase di avvio estremamente faticosa, trascorsa lontano dai riflettori ma fondamentale per la sopravvivenza del club: «I primi giorni li ho vissuti in mezzo alle carte, oltre a pensare alla sistemazione della squadra insieme al Ds Patti». Un impegno che si è declinato non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello logistico e organizzativo in tempi record.

Proprio in merito all'organizzazione della stagione sportiva, Capaldi ha svelato un retroscena relativo alla scelta della sede estiva, nata da una reazione rapida alle contingenze del mercato e delle disponibilità strutturali. «Come in ritiro di Cascia, Patti non appena la Ternana aveva rinunciato ci siamo adoperati per organizzare il ritiro umbro», ha precisato il direttore generale, rivendicando la capacità di reazione di una dirigenza che si è trovata a operare in condizioni di emergenza assoluta.

Il cuore dell'intervento di Capaldi si è poi spostato sulla salute dell'azienda Ascoli, che al momento del passaggio di consegne presentava diverse lacune da colmare sotto il profilo gestionale e relazionale. «Abbiamo ereditato una situazione precaria. Abbiamo messo mano alla struttura aziendale», ha ammesso con schiettezza il dirigente, indicando come priorità assoluta il ritorno alla normalità istituzionale. Il lavoro di "pulizia" e riorganizzazione ha permesso al club di tornare a essere un interlocutore credibile agli occhi delle autorità competenti.

«Stiamo cercando di non lasciare nulla di intentato, abbiamo ristabilito i rapporti con la Lega, con la Questura», ha aggiunto con orgoglio Capaldi, sottolineando l'importanza di aver ricucito i fili con gli organi di controllo e di governo del calcio. La strada intrapresa sembra essere quella della trasparenza e dell'efficienza, supportata dal calore di una piazza che ha risposto presente al richiamo della nuova dirigenza. «Faremo sempre meglio perché ci è stata data tanta fiducia», ha concluso il dg, promettendo massimo impegno per onorare il credito ricevuto dai tifosi e dal territorio.


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