«Ho detto ai ragazzi di difendere il 3-0 per evitare la goleada»: il retroscena di Fresco dopo il KO a Brescia
La trasferta in terra lombarda ha lasciato l'amaro in bocca alla Virtus Verona, uscita sconfitta dal confronto con l'Union Brescia con un passivo di 3-1 che non ammette repliche. Al termine della contesa, l'allenatore e presidente dei veneti, Luigi Fresco, si è presentato in sala stampa con la consueta schiettezza, analizzando un match che ha visto i suoi ragazzi soccombere di fronte a una realtà con ambizioni e disponibilità economiche decisamente superiori.
«L'impressione netta che ho avuto dal campo è quella di essermi scontrato con una formazione superiore alla nostra. Non è un dramma se perdiamo a Brescia per tre a uno, specialmente se consideriamo che affrontavamo una società che dispone di un bilancio dieci volte superiore al nostro» ha esordito il tecnico rossoblù. Fresco ha poi messo a confronto la prestazione odierna con quella del girone d'andata, sottolineando come la sua squadra sia apparsa meno brillante rispetto al precedente incontro.
L'analisi tattica della sfida si è concentrata sulla facilità con cui gli avversari sono riusciti a scardinare la difesa veronese. Secondo l'allenatore, infatti, l'Union Brescia è stata estremamente cinica, riuscendo a capitalizzare al massimo le poche occasioni create. «Oggi abbiamo giocato peggio rispetto all'andata, subendo tre reti praticamente su due cross e una conclusione verso la porta» ha precisato il mister, evidenziando una certa fragilità difensiva nel corso dei novanta minuti.
Particolarmente interessante è stato il racconto di quanto accaduto negli spogliatoi durante l'intervallo, con il punteggio già pesantemente fissato sul 3-0. Fresco ha ammesso di aver preferito un approccio conservativo per evitare che la sconfitta assumesse proporzioni umilianti. «Alla fine del primo tempo ho dato indicazione ai miei calciatori di proteggere il risultato acquisito, perché non volevo assolutamente subire una goleada» ha confessato con pragmatismo il tecnico dei veronesi.
Nonostante l'assetto difensivo, la Virtus Verona è riuscita a trovare la via del gol nel finale, sfiorando una clamorosa riapertura del match che avrebbe potuto agitare le acque in casa bresciana. «Se fossimo riusciti a siglare la seconda rete negli ultimi sei o sette minuti, chissà cosa sarebbe potuto succedere in quel concitato finale» ha aggiunto Fresco, notando come la tensione sulla panchina opposta fosse altissima. «Corini ha urlato per tutta la durata della partita, il che dimostra che non hanno affatto preso l'impegno sottogamba».
Il discorso si è poi spostato sulla lotta per la permanenza in categoria, un tema che accompagna la Virtus Verona ormai da diverse stagioni. Il mister non ha nascosto le proprie preoccupazioni, che però definisce come una costante del suo lungo percorso professionale. «Nutro il timore di retrocedere ormai da otto anni a questa parte, ma sono convinto che le possibilità di centrare la salvezza ci siano tutte» ha dichiarato con fermezza, aprendo alla possibilità di raggiungere l'obiettivo sia direttamente che attraverso la lotteria dei play-out.
Fresco ha poi voluto soffermarsi sulle oggettive difficoltà incontrate a causa degli infortuni che hanno falcidiato la rosa, privandola di elementi fondamentali nel momento cruciale del campionato. «Dobbiamo analizzare i nostri sbagli e lavorarci sopra, ma non dimentichiamo che abbiamo perso il calciatore più forte non solo della nostra squadra, ma dell'intero torneo» ha rimarcato l'allenatore, riferendosi allo sfortunato protagonista che, appena rientrato, ha subito la rottura del legamento crociato.
Il tecnico ha inoltre sottolineato gli sforzi economici compiuti dalla società per rinforzare il reparto offensivo, sforzi che però sono stati vanificati dalla sfortuna. «Abbiamo fatto sacrifici enormi per acquistare un attaccante del calibro di Cernigoi, ma purtroppo è spesso costretto ai box. Se persino allenatori del calibro di Conte si lamentano per le assenze dei titolari, non vedo perché non dovrei farlo io che ho risorse molto più limitate» ha osservato polemicamente il mister veronese.
Nonostante il periodo opaco, la fiducia nel gruppo rimane intatta, grazie alla presenza di elementi di carisma capaci di guidare i compagni più giovani nelle situazioni di maggiore pressione. «Possiamo contare su numerosi leader all'interno dello spogliatoio e sono certo che, con il rientro di alcuni giocatori chiave, riusciremo ad alzare il livello di personalità della squadra» ha concluso Luigi Fresco, già proiettato verso il lavoro settimanale per preparare la prossima battaglia salvezza.