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Gubbio, Di Carlo: «Mentalità da correggere, ma 7 punti in 3 gare danno continuità»

di Andrea Villa

Il pareggio conquistato sul campo del Pontedera lascia sensazioni contrastanti in casa Gubbio. Domenico Di Carlo, allenatore della formazione rossoblù, non nasconde una certa insoddisfazione per come la squadra ha gestito il vantaggio iniziale, pur riconoscendo il valore complessivo di un punto che si inserisce in un percorso di crescita importante.

L'analisi del match evidenzia un problema di approccio che il tecnico non esita a definire mentale. "Per come siamo partiti e per come l'abbiamo chiusa, potevamo fare qualcosa in più. Siamo andati in vantaggio ma poi ci siamo accontentati, e questo è un errore di mentalità. Quando abbassi concentrazione e attenzione, gli avversari ti puniscono. Alla fine il pareggio è giusto, perché il Pontedera non ha mollato e ha creato diverse occasioni", spiega Di Carlo, mettendo il dito sulla piaga di un atteggiamento troppo rinunciatario dopo aver trovato il gol del vantaggio.

Il contesto della gara va però inquadrato in un calendario particolarmente impegnativo. La sfida toscana rappresentava infatti il terzo impegno in pochi giorni, circostanza che inevitabilmente condiziona le energie fisiche e mentali dei giocatori. "La terza partita è sempre un'incognita. Abbiamo cambiato molto e affrontato una squadra che con il nuovo allenatore ha trovato entusiasmo. Abbiamo fatto sette punti in tre partite, continuità importante per la classifica. La vittoria sarebbe stata la medicina migliore, ma bisogna essere obiettivi", osserva il mister, che invita a guardare il bicchiere mezzo pieno di un filotto positivo che sta dando ossigeno alla classifica.

Il cambio di passo rispetto al difficile mese di dicembre non è casuale. Di Carlo ricorda le difficoltà affrontate nelle settimane precedenti, quando l'emergenza infortuni aveva ridotto drasticamente le opzioni a disposizione. "In cinque partite abbiamo avuto undici giocatori fuori, sette titolari. Non era semplice. Ora stiamo recuperando uomini e si vede. Oggi però avevamo ancora quattro assenti e davanti siamo corti: su quattro attaccanti, due sono fuori. Le rotazioni sono limitate", chiarisce l'allenatore, sottolineando come la rosa sia ancora incompleta, specialmente nel reparto offensivo dove le alternative risultano ridotte all'osso.

Lo sguardo è già proiettato verso il prosieguo della stagione. La matematica della salvezza è chiara nella mente del tecnico rossoblù: "Se 40 punti possono bastare, a noi ne mancano sette in dodici partite. Dobbiamo restare concentrati, perché in questo campionato se affronti una gara con meno attenzione perdi con chiunque. Sabato c'è l'Arezzo, prima in classifica: inizia il tour de force. Dovremo farci trovare pronti e magari essere più fortunati rispetto all'andata".

La sfida contro la capolista rappresenta l'inizio di un calendario impegnativo che metterà alla prova le ambizioni di permanenza in categoria del Gubbio. Serviranno concentrazione massima e quell'attenzione ai dettagli che a Pontedera è venuta meno nel momento cruciale della partita. Il gruppo dovrà dimostrare di aver metabolizzato la lezione e di possedere la mentalità giusta per affrontare uno sprint finale che si preannuncia serrato e ricco di insidie.


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