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Giana Erminio, l'amarezza di Espinal: «La prestazione è stata bella, ma il dettaglio ci ha condannato»

di Redazione Notiziario del Calcio

La caduta interna contro il Lecco lascia alla Giana Erminio un carico di rimpianti difficile da smaltire, specialmente perché maturata in una gara decisa da un episodio minimo. Il tecnico Vinicio Espinal, intervenuto nel post-partita, ha cercato di bilanciare la delusione per il risultato con la soddisfazione per il calcio espresso dai suoi uomini, capaci di tenere testa a una delle formazioni più quotate del raggruppamento.

«Sono situazioni che, purtroppo, possono capitare nel corso di una stagione» ha esordito l'allenatore in sala stampa, cercando di infondere calma a un ambiente scosso dal secondo passo falso nelle ultime tre giornate. Nonostante il punteggio non abbia sorriso ai padroni di casa, la prova offerta sul rettangolo verde è stata giudicata di alto livello dal punto di vista dell'applicazione e della qualità del gioco.

«Come ho avuto modo di spiegare ai miei calciatori subito dopo il fischio finale, la prestazione è stata bella, ma è il dettaglio a fare la differenza a questi livelli» ha rimarcato Espinal con fermezza. Il tecnico ha insistito sulla necessità di elevare la soglia dell'attenzione proprio su quei particolari che, in sfide così equilibrate, spostano l'ago della bilancia e permettono di concretizzare quanto di buono viene costruito.

Nonostante l'esito negativo, l'allenatore non ha risparmiato elogi per l'atteggiamento dei suoi ragazzi, capaci di disputare una gara coraggiosa contro un club dal passato recente in categoria superiore. «I ragazzi si sono resi protagonisti di una bellissima prova contro un avversario importante e di questo aspetto non posso che dirmi estremamente contento» ha aggiunto, provando a salvare quanto di positivo è emerso dal match del "Città di Gorgonzola".

Dal punto di vista tattico, Espinal ha scelto la via della continuità, confermando in blocco lo schieramento titolare già visto nella trasferta di Trento, pur chiedendo alla squadra un baricentro leggermente più arretrato per sfruttare meglio le caratteristiche degli avversari. «L’idea era proprio quella: impostare una partita in cui potessero ripartire, concentrandoci soprattutto sulle loro corsie esterne, nello spazio tra il quinto e il braccetto» ha spiegato il mister.

La strategia era nata dall'analisi delle recenti prestazioni del Lecco, dove erano emerse alcune lacune proprio sulle fasce laterali. Il piano sembrava dare i suoi frutti nella prima parte del match, grazie al dinamismo dei singoli. «Abbiamo lavorato bene con Galeandro tra le linee e trovato l'ampiezza necessaria per Vitali, che è arrivato quasi a ridosso dell'area di rigore» ha analizzato il tecnico della Giana.

Il progetto di Espinal prevedeva poi una scossa nella ripresa attraverso forze fresche e un assetto più spregiudicato, piano che però è stato parzialmente vanificato dalla rete degli ospiti. «Il piano gara consisteva nel cambiare qualcosa nella seconda metà dell'incontro: passare a una linea a quattro un po’ più offensiva e inserire giocatori con maggiore freschezza atletica. Purtroppo la rete subita ha mutato le prospettive, ma la filosofia di base era quella» ha ammesso.

Il gol decisivo resta l'unico neo di una serata che la Giana voleva vivere da protagonista, e le modalità con cui è maturato hanno lasciato qualche perplessità nell'allenatore. «Dico sempre che la linea laterale quando sei in possesso ti gioca contro, mentre quando devi difendere ti aiuta. È un gol che ci sta e non ci sta: quando la palla è vicino alla linea, o la butto fuori o la rigioco velocemente per rimettermi a posto. È su questi concetti che dobbiamo crescere» ha concluso il mister.


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